Cinque nuovi progetti europei al Politecnico
Il Politecnico si conferma un polo di eccellenza nella ricerca internazionale grazie all’assegnazione di cinque prestigiosi finanziamenti “Marie Skłodowska-Curie Postdoctoral Fellowships”, nell’ambito del programma Horizon Europe dell’Unione europea (bando HORIZON-MSCA-2025-PF). I progetti, guidati da giovani ricercatrici e ricercatori, affrontano alcune delle sfide più attuali della società contemporanea: dalla sostenibilità ambientale all’energia rinnovabile, dall’intelligenza artificiale alla trasformazione delle città.
Questi finanziamenti sostengono la carriera di studiosi e studiose in possesso di dottorato, promuovendo la mobilità internazionale e l’acquisizione di nuove competenze. Il programma favorisce inoltre la collaborazione tra università, centri di ricerca, imprese e istituzioni, anche attraverso periodi di distacco presso organizzazioni non accademiche, con l’obiettivo di rafforzare l’impatto applicativo della ricerca.
Fermare il rumore che minaccia gli ecosistemi marini – progetto TRITON
Negli ultimi decenni il rumore prodotto dalle attività umane negli oceani è aumentato di oltre 30 dB rispetto agli anni ’50, compromettendo comunicazione, orientamento e sopravvivenza di molte specie. Il progettoTRITON (Tunable Resonant & Iridescent Transmission-control for Oceanic Noise) risponde a questa sfida sviluppando metamateriali iperuniformi in grado di controllare con precisione la propagazione delle onde acustiche.
Ispirandosi alla geometria delle barriere coralline, la ricerca studia strutture bio-ispirate capaci di manipolare il suono tramite risonanza, diffusione multipla e interferenza, con l’obiettivo di ottenere un’attenuazione efficace su ampie bande di frequenza, superando i limiti dei materiali tradizionali.
Il progetto, della durata di due anni e finanziato con circa 218.000 euro, è condotto da Eric Ballestero sotto la supervisione del professor Marco Miniaci del Dipartimento di Ingegneria Strutturale, Edile e Geotecnica-DISEG. Il programma prevede un periodo di distacco di otto mesi presso l’Universitat Politècnica de València (UPV, Spagna), sotto la supervisione del Professor Vicent Romero-García, nonché brevi visite scientifiche al Laboratoire Interdisciplinaire de Physique (LIPhy, Francia) e presso la PMI Phononic Vibes.
Rendere competitiva l’energia del moto ondoso – progetto SWELL
Nel contesto della transizione energetica, l’energia delle onde rappresenta una risorsa promettente ma ancora poco sfruttata a causa dei costi e della complessità tecnologica. Il progetto SWELL (Smart Wave Energy Conversion via Learning and Low-Cost Control) affronta questo limite migliorando le prestazioni dei Wave Energy Converters (WEC).
La ricerca sviluppa algoritmi di controllo avanzati, basati su apprendimento automatico e tecniche di controllo predittivo e adattivo, capaci di adattarsi in tempo reale alla variabilità del mare. Questo consente di massimizzare l’energia prodotta riducendo i carichi strutturali e aumentando la durata dei dispositivi, con soluzioni progettate anche per essere computazionalmente efficienti.
Il progetto, della durata di tre anni e finanziato con circa 332.000 euro, è guidato da Simone Pirrera sotto la supervisione del professor Diego Regruto Tomalino del Dipartimento di Automatica e Informatica-DAUIN. Il programma prevede un periodo di ricerca di due anni presso l’Università dell’Australia Occidentale (UWA), all’interno dell’Oceans Institute, sotto la supervisione del professor Hugh Wolgamot, e un periodo di distacco presso l’Imperial College London (ICL), sotto la supervisione del professor David Angeli.
Portare l’intelligenza artificiale fuori dal cloud – progetto EDGELM
La diffusione dei modelli di intelligenza artificiale generativa solleva sfide crescenti in termini di consumo energetico, latenza e protezione dei dati. Il progettoEDGELM (Efficient and Privacy-Preserving Edge Deployment of Multimodal Large Models) affronta queste criticità rendendo possibile l’esecuzione dei modelli direttamente su dispositivi locali.
La ricerca sviluppa tecniche di compressione dei modelli – come pruning, quantizzazione e distillazione – e strategie di gestione efficiente delle risorse, per adattare modelli complessi a contesti con capacità computazionale limitata. Questo approccio riduce la dipendenza dal cloud, migliora la privacy e rende l’IA più sostenibile, soprattutto in ambiti sensibili come la sanità.
Il progetto, della durata di due anni e finanziato con circa 193.000 euro, è sviluppato da Haiyuan Li sotto la supervisione della professoressa Carla Fabiana Chiasserini del Dipartimento di Elettronica e Telecomunicazioni-DET, potendo approfittare anche dall'esperienza industriale di Nextworks e dal contributo clinico dei partner sanitari.
Capire il lato invisibile delle economie urbane – progetto GLOWS
Le città sono sostenute tanto dal lavoro formale quanto informale, inclusi quei settori stigmatizzati o criminalizzati, spesso resi invisibili e poco analizzati.
Il progetto GLOWS (When the Lights Go Out: Sex Work(ers) in the Decay of Urban Entertainment) indaga il ruolo del lavoro sessuale nei contesti urbani votati all’intrattenimento e a trazione turistica. Combinando ricerca etnografica e analisi socio-spaziale, ambisce a comprendere come processi di declino economico, gentrificazione e riconversione urbana incidano nella vita quotidiana delle sex worker. Interviste, osservazione sul campo e analisi delle politiche urbane condotte nei due casi studio – Las Vegas e la Costiera Romagnola – permetteranno di analizzare le cosiddette “economie del desiderio”.
Il progetto, della durata di tre anni e finanziato con circa 396.000 euro, è condotto da Daniela Morpurgo sotto la supervisione del professor Michele Lancione del Dipartimento Interateneo di Scienze, Progetto e Politiche del Territorio-DIST, con un periodo di ricerca di due anni presso la Stanford University.
Ripensare il rapporto tra porti e città – progetto TIDAL
Le città portuali africane sono snodi strategici delle reti commerciali globali e punti di ancoraggio dei corridoi di sviluppo tra Asia ed Europa, ma anche luoghi in cui emergono tensioni tra sviluppo infrastrutturale e bisogni urbani. Il progetto TIDAL (Territories of Infrastructure, Development and Logistics) analizza queste dinamiche attraverso il concetto di Port-Urban Interface (PUI).
La ricerca utilizza strumenti di analisi spaziale e studi sulle reti logistiche globali per esaminare casi come Mombasa e Gibuti, con l’obiettivo di comprendere come le infrastrutture influenzino l’organizzazione dello spazio urbano, le dinamiche economiche e le disuguaglianze sociali, contribuendo allo sviluppo di modelli più inclusivi e sostenibili.
Il progetto, della durata di due anni e finanziato con circa 209.000 euro, è sviluppato da Zhengli Huang sotto la supervisione della professoressa Francesca Governa del Dipartimento Interateneo di Scienze, Progetto e Politiche del Territorio-DIST, con attività sul campo supportate dal British Institute in Eastern Africa (BIEA).
Un investimento sui talenti e sul futuro
I cinque progetti testimoniano il ruolo centrale del Politecnico di Torino nella ricerca europea e internazionale, valorizzando il contributo delle nuove generazioni di ricercatrici e ricercatori. Le Marie Skłodowska-Curie Fellowships rappresentano infatti uno strumento fondamentale per promuovere innovazione, collaborazione e impatto sociale, contribuendo alla costruzione di un futuro più sostenibile, inclusivo e tecnologicamente avanzato.