Politecnico di Torino logo
Progetto Ri-Reverse - copertina
31/03/2026
Ricerca e innovazione

Progetto Ri-Reverse: da linee ferroviarie in disuso a ciclovie

Immagine
La Vicerettrice per le Pari opportunità, l'Inclusività e la Qualità della vita Claudia De Giorgi
La Vicerettrice per le Pari opportunità, l'Inclusività e la Qualità della vita Claudia De Giorgi

Il progetto Ri-REVERSE nasce con l’obiettivo di valorizzare le linee ferroviarie in disuso attraverso soluzioni temporanee, sostenibili e a basso impatto ambientale. Il tema del riutilizzo delle infrastrutture dismesse è infatti diventato centrale nelle politiche di rigenerazione territoriale e di mobilità sostenibile. In particolare, molte linee ferroviarie non più operative rappresentano un patrimonio infrastrutturale di grande valore ma spesso inutilizzato.

L’iniziativa, nata dall’idea dell’artista Nino Ventura, è stata sviluppata con il contributo scientifico del Politecnico, in particolare dei Dipartimenti di Ingegneria dell'Ambiente, del Territorio e delle Infrastrutture-DIATI, di Architettura e Design-DAD e di Ingegneria Strutturale, Edile e Geotecnica-DISEG e di Idea Plast, azienda di progettazione, stampi e prodotti in plastica riciclata. Il progetto è sostenuto da Ecopneus (società consortile senza scopo di lucro che gestisce la raccolta, il trattamento e il recupero degli Pneumatici Fuori Uso in tutto il territorio nazionale) e dalla FIAB (Federazione Italiana Ambiente e Bicicletta).

Da un’indagine condotta all’interno del progetto emerge che circa 2mila km di linee ferroviarie dismesse sul territorio italiano risultano potenzialmente riqualificabili mediante il sistema Ri-REVERSE; di questi, circa 100 km si trovano in Piemonte.

Il progetto prevede la realizzazione di un dimostratore a grandezza reale di una sovrastruttura ciclabile reversibile: una struttura modulare posata direttamente sull’armamento ferroviario esistente, senza modificarlo in modo permanente.

Un progetto che si inserisce perfettamente nella traiettoria dell’Ateneo che guarda a scelte più consapevoli, nel solco del recupero funzionale e dello sviluppo sostenibile, come sottolinea la Vicerettrice per le Pari opportunità, l'Inclusività e la Qualità della vita Claudia De Giorgi: “I temi della sostenibilità e della ricerca ad essa connessi sono centrali per il Politecnico di Torino. Progettare e sperimentare una soluzione innovativa che trasformi una ferrovia in disuso in una ciclovia significa restituire valore al territorio e alle persone. È un investimento concreto nella qualità della vita, promuove la mobilità sostenibile e favorisce il benessere fisico e mentale per tutte le persone che potranno beneficiarne. Allo stesso tempo tutela e valorizza il paesaggio, creando un’infrastruttura verde capace di connettere comunità, natura e sviluppo”.

Il progetto Ri-REVERSE ha una durata biennale: iniziato a settembre 2024, si concluderà a settembre 2026. Durante questo periodo verranno completate le fasi di progettazione, sperimentazione e validazione della ciclovia. 

Ri-REVERSE rientra tra i progetti finanziati dal Bando SWIch 2023 – Supporto alle attività di ricerca, sviluppo e innovazione e alla valorizzazione economica dell’innovazione promosso dalla Regione Piemonte, nella categoria progettuale 1.a “Small-Mid Challenges”: il bando sostiene le attività di Ricerca, Sviluppo e Innovazione (RSI) delle imprese del territorio, favorendo l’avanzamento tecnologico e il trasferimento dei risultati verso applicazioni concrete.

Immagine
Dimostratore Progetto Ri-Reverse
Dimostratore Progetto Ri-Reverse

Il contributo della Regione ha consentito al progetto di raggiungere un livello di sviluppo validato sotto il profilo strutturale, tecnologico, architettonico e della sostenibilità ambientale ed economica, attraverso la realizzazione di un dimostratore in scala reale. A raccontare l’impegno della Regione è l’assessore regionale ai trasporti e infrastrutture della Regione Piemonte, Marco Gabusi: “Ri-REVERSE rappresenta un esempio concreto di come la Regione Piemonte intenda affrontare le sfide della mobilità e della rigenerazione infrastrutturale: non consumando nuovo suolo, ma valorizzando ciò che già esiste. Trasformare linee ferroviarie dismesse in opportunità per il territorio significa unire innovazione, sostenibilità e visione strategica. Questo progetto dimostra che è possibile intervenire in modo intelligente, con soluzioni flessibili e reversibili, capaci di adattarsi nel tempo senza compromettere il futuro delle infrastrutture. Come Regione crediamo fortemente nel legame tra ricerca, impresa e territorio: sostenere iniziative come questa vuol dire accelerare il trasferimento tecnologico e tradurre l’innovazione in benefici concreti per le comunità locali. È questa la direzione che vogliamo continuare a perseguire: infrastrutture più efficienti, sostenibili e al servizio delle persone, in grado di generare sviluppo senza rinunciare alla tutela del paesaggio e delle risorse”.

La ciclovia Ri-REVERSE si distingue per la sua reversibilità: la struttura, ancorata in modo sicuro e non invasivo ai binari esistenti, senza richiedere lo smantellamento o la modifica dell’armamento, preserva l’integrità dell’infrastruttura e può essere rimossa rapidamente in caso di riattivazione della linea, per essere riutilizzata altrove. Viene inoltre promosso l’impiego di materiali riciclati – l’impalcato, così come le lastre e le balaustre di protezione, sono realizzati in plastica riciclata, mentre la superficie di rotolamento e i cordoli laterali sono pensati per l’impiego di gomma riciclata da Pneumatici Fuori Uso (PFU) – contribuendo alla riduzione dei rifiuti destinati alle discariche e al contenimento dell’utilizzo di nuove materie prime. Inoltre, l’utilizzo dell’infrastruttura ferroviaria esistente consente di ridurre significativamente i costi e l’impatto ambientale legati agli interventi di riqualificazione del terreno e di smaltimento dei rifiuti nocivi necessari per la realizzazione di nuove ciclovie.

All’interno del progetto è stato realizzato un dimostratore di sovrastruttura ciclabile, appoggiato alla sede ferroviaria, situato nell’area Mirafiori del Politecnico di Torino. Dal livello di proof of concept sperimentale, la realizzazione del dimostratore a scala reale ne ha consentito la convalida in ambito industriale. Questa soluzione innovativa ha portato al deposito di una domanda di brevetto congiunta tra l’azienda Idea Plast, il Politecnico e Nino Ventura.

“L’idea nasce da lontano, da quando oltre 15 anni fa mi trovai ad attraversare tutti i giorni una ferrovia dismessa. Fu allora che, attraversando i binari, cominciai a vedere una pista ciclabile” – ricorda l’artista Nino Ventura Erano già molte le linee ferroviarie smantellate e trasformate in ciclovie, ma non volevo eliminare le rotaie: le volevo usare come supporto di una pista ciclabile costruita con moduli realizzati con materiali di riciclo e in grado di essere smontati qualora fosse necessario ripristinare il passaggio dei treni. Ho proposto questa mia idea al Politecnico e nel corso del tempo si è creato questo gruppo di lavoro che coinvolge anche Ecopneus per il riciclo degli pneumatici e l’azienda Idea Plast, specializzata nella realizzazione di materiali plastici con materiali di recupero. Oggi sono molto soddisfatto del risultato raggiunto”.