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23/01/2026
In Ateneo

Il Politecnico presenta in Kenya il progetto Nuclear4Africa

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Il prof. Zanino con S. E. Vincenzo del Monaco, Ambasciatore d’Italia in Kenya, e il prof. Fabio Santoni, Scientific Attaché presso l’Ambasciata

Il Politecnico di Torino ha presentato questa settimana in Kenya una proposta cross-regional di sviluppo e implementazione di un curriculum di Master of Science in Ingegneria Nucleare in Africa, che un consorzio coordinato dall’Ateneo intende sottoporre in risposta alla call 2026 Erasmus+ di Capacity Building in Higher Education (CBHE).

Il progetto Nuclear4Africa, nato in ambito Unite!, vede come partner europei altre due università dell’Alleanza – l’Instituto Superior Tecnico e l’Universitat Politecnica de Catalunya – e come partner africani 8 università di 3 paesi, Egitto, Kenya e Marocco, tutti identificati nella strategia di Ateneo come destinatari prioritari di interventi di sistema/strutturali. Gli atenei africani coinvolti saranno, rispettivamente: Alexandria University e The British University in Egypt; Jomo Kenyatta University of Agriculture and Technology (JKUAT), Kenyatta University (KU) e University of Nairobi (UONBI); Abdelmalek Essaadi University, Hassan II University e Universite’ Mohamed VI Polytechnique. 

Il curriculum che verrà sviluppato avrà natura olistica, cioè coprirà i tre principali filoni della formazione in campo nucleare, ovvero fissione, fusione e il cosiddetto non-power, vale a dire le applicazioni del nucleare in agricoltura, industria e medicina.

Il professor Roberto Zanino del Dipartimento Energia “G. Ferraris”-DENERG, coordinatore del progetto Nuclear4Africa, aveva visitato i partner marocchini a novembre dell’anno scorso, grazie al progetto TNE MARE, focalizzato su Africa mediterranea e Medio Oriente, nel quale l’Ateneo ha la responsabilità del Work Package legato al tema dell’energia, coordinato sempre dal professor Zanino. In questa occasione ha visitato i partner kenyoti grazie a un altro progetto TNE, Wagon2Africa, focalizzato sul water-energy-food nexus in Africa orientale e coordinato dal professor David Chiaramonti, sempre del DENERG.

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Il prof. Zanino con il CEO della Nuclear Power and Energy Agency (NuPEA) del Kenya, Justus Wabuyabo

In Kenya, Zanino ha incontrato anche l’Ambasciatore italiano, S.E. Vincenzo del Monaco, e il CEO della Nuclear Power and Energy Agency (NuPEA), Justus Wabuyabo, che hanno entrambi espresso forte interesse, nonché apprezzamento e supporto per il progetto Nuclear4Africa, sottolineandone in particolare il tempismo: il Kenya si sta infatti lanciando nell’ambiziosa avventura di avviare la costruzione di un reattore nucleare di potenza, e prossimamente anche di un reattore di ricerca.

 “L’Africa in esplosione demografica necessita per il suo sviluppo sostenibile di sempre più energia e, come in molte altre parti del mondo, guarda con crescente interesse al nucleare come fonte affidabile e decarbonizzata. Lo sviluppo delle necessarie competenze è l’elemento fondamentale al centro del progetto Nuclear4Africa”, commenta Il professor Zanino, che prosegue: “Gli Atenei europei coinvolti hanno esperienze pluridecennali e competenze complementari in tutti i filoni del nucleare, mentre i Paesi e gli Atenei africani che abbiamo coinvolto presentano esperienze, interessi e livelli di sviluppo in campo nucleare molto diversificati, dall’Egitto che sta costruendo il suo primo impianto nucleare basato su reattori di tecnologia russa, al Kenya che sta entrando con forza nel settore, guardando ai produttori americani, cinesi, coreani e russi, fino al Marocco che, concentrato finora sulle rinnovabili, sta valutando una diversificazione che includa il nucleare per affrontare al meglio le sfide future legate a crescenti esigenze di desalinazione e all’interesse per i data center, notoriamente energivori. Si capisce bene da questa diversificazione il livello di ambizione del progetto Nuclear4Africa: questa include l’obiettivo di dare, attraverso l’alta formazione, che costituisce sempre un accompagnamento fondamentale per qualunque sviluppo tecnologico strutturato, un piccolo ma sperabilmente significativo contributo settoriale in un continente nel quale la UE sta ovviamente giocando un ruolo minoritario rispetto ad altri player”.