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23/09/2026
Ricerca e innovazione

Un nuovo dispositivo per suturare i tessuti addominali senza fili

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T-SURE - Foto Dott. De Paolis.png
Technology and medicine come together to reduce post-operative complications in abdominal surgery

Un dispositivo in grado di suturare le pareti addominali dopo delicati interventi chirurgici in modo più efficace e sicuro rispetto alle tecniche tradizionali. È il risultato di un’attività di ricerca biomedicale che ha coinvolto il Dipartimento di Ingegneria Strutturale, Edile e Geotecnica-DISEG, da cui è nato un brevetto che, attualmente in fase di sviluppo, potrebbe rappresentare un importante passo avanti nella chirurgia della parete addominale.

Si chiama Tissue SUrgical REpair – T-SURE il dispositivo brevettato, sviluppato per rispondere a importanti esigenze cliniche e chirurgiche legate alla crescente diffusione delle patologie della parete addominale. Questi interventi sono particolarmente impegnativi, soprattutto per il percorso di recupero del paziente, e sono anche complessi e onerosi per il sistema sanitario. Tra i problemi più frequenti – che il dispositivo può contribuire a prevenire – vi sono l’indebolimento dei tessuti e la formazione di ernie post-operatorie, causati da imperfezioni o rotture delle suture tradizionali. 

Questo dispositivo nasce dalla collaborazione tra il DISEG e Paolo De Paolis, autorevole medico specialista in chirurgia addominale che ci ha contattati dopo aver visto un altro nostro brevetto”, spiega Cecilia Surace, docente del DISEG e inventrice di T-SURE insieme a Vito Burgio, allora dottorando e oggi docente a contratto al Politecnico, e Mariana Rodriguez Reinoso e Valentina Tuveri, entrambe in passato attive presso il DISEG, rispettivamente come dottoranda e borsista.

Tutto è iniziato dall’esperienza chirurgica per affrontare le patologie della parete dell'addome che necessitano di interventi difficili, che possono comportare spesso spese, difficoltà e impegni importanti aggiuntivi per i pazienti – aggiunge Paolo De Paolis L’intento è proprio quello di aggiornare le tecniche di sutura cercando di renderle più efficienti, prevendendo complicazioni post-operatorie”.

T-SURE è un sistema costituito da due componenti: una serie di elementi elicoidali che vengono inseriti perpendicolarmente ai tessuti da ricongiungere per avvicinare i lembi muscolari, ed elementi di fissaggio che li mantiene accostati durante la fase di guarigione, per favorirne la cicatrizzazione. 

Dalle prime evidenze sperimentali emerge che il sistema sviluppato consente l'avvicinamento dei tessuti, favorendone una cicatrizzazione ottimale in tempi più rapidi e con risultati funzionali potenzialmente superiori alle tecniche tradizionali con filo di sutura. T-SURE distribuisce infatti in modo più uniforme le tensioni sui tessuti, riducendo la possibilità di lacerazione dei lembi muscolari ed evitando l'ischemia provocata dalla compressione esercitata dal filo di sutura. Un vantaggio notevole se si considera che l'attuale trattamento delle suture presenta tassi di insuccesso che possono raggiungere anche il 20-40% dei casi. 

Come sottolinea De Paolis: “Un sistema come Tissue SUrgical REpair migliorerebbe fortemente i risultati sulla popolazione a livello epidemiologico, considerando anche che inizialmente questo dispositivo potrebbe essere utilizzato per la riparazione di pareti già danneggiate: orientativamente sono 100.000 l'anno solo in Italia gli interventi di questo tipo. Ma Tissue SUrgical REpair potrebbe essere poi allargato a tutte le suture che si effettuano dopo un primo intervento chirurgico al fine di migliorare i risultati”. 

Il percorso che ha portato allo sviluppo del dispositivo ha preso avvio nel 2023, grazie a un finanziamento “Proof of Concept” di Fondazione Compagnia di San Paolo, che ha permesso di realizzare un primo prototipo del dispositivo. Il gruppo di ricerca ha successivamente ottimizzato la geometria del sistema, individuando il materiale più adatto per la sua costruzione, che dovrà essere biocompatibile e, in prospettiva, anche biodegradabile. In parallelo è stato sviluppato anche l’applicatore necessario all'inserimento degli elementi elicoidali all'interno della parete addominale. 

La ricerca prosegue, oggi, grazie anche al contributo di Vittoria Cuneo, dottoranda del DISEG, e di numerosi tesisti e tesiste della laurea magistrale in Ingegneria Biomedica. L’obiettivo è aumentare la maturità tecnologica di Tissue SUrgical REpair per renderne possibile, dopo le necessarie verifiche, l’impiego nella pratica clinica. 

Abbiamo bisogno di aziende che ci sostengano nei passi che ancora devono essere compiuti per le certificazioni necessarie all’utilizzo del dispositivo, ma anche per svilupparne al massimo il potenziale – spiegano Surace e De PaolisSi sta pensando, infatti, di creare un dispositivo che sia smart e che, oltre ad avere le caratteristiche meccaniche descritte, abbia anche la capacità di monitorare quello che accade nel periodo di sutura e monitorare quindi la guarigione del paziente”.

Ricerca ancora aperta e promettente, quindi, quella su T-SURE, che il gruppo di lavoro del DISEG prevede di portare a compimento nell’arco di cinque anni, ma che può coinvolgere fin da subito nuovi partner.