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18/06/2026
Ricerca e innovazione

MaterialsCommons, l'Ateneo tra i protagonisti della nuova infrastruttura digitale europea per la ricerca sui materiali

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Il nuovo ecosistema digitale che metterà in rete dati, competenze e strumenti di ricerca provenienti da tutta Europa per accelerare fino a quattro volte lo sviluppo di nuovi materiali

Il Politecnico è tra i partner di MaterialsCommons, il nuovo progetto finanziato dall'Unione europea nell'ambito di Horizon Europe che realizzerà la prima infrastruttura digitale federata paneuropea per la ricerca e lo sviluppo di materiali avanzati. Attraverso il coinvolgimento del Dipartimento di Scienza Applicata e Tecnologia-DISAT – con il contributo dei docenti Federica Bondioli ed Elisa Padovano – e del Dipartimento Energia "Galileo Ferraris"-DENERG – con la partecipazione dei docenti Pietro Asinari ed Eliodoro Chiavazzo – l'Ateneo contribuirà alla costruzione di un ecosistema digitale che metterà in rete dati, competenze e strumenti di ricerca provenienti da tutta Europa, con l'obiettivo di accelerare fino a quattro volte lo sviluppo di nuovi materiali.

Coordinato dal Fraunhofer Institute for Mechanics of Materials IWM, il progetto riunisce 26 istituzioni di ricerca di 14 Paesi europei e oltre 30 partner industriali, tra cui Bosch, Siemens, ArcelorMittal, Infineon, Voestalpine e Schaeffler. Con un finanziamento complessivo di 28 milioni di euro, MaterialsCommons punta a superare la frammentazione dell'attuale panorama europeo dei dati sui materiali, oggi distribuiti tra numerose piattaforme, database e iniziative nazionali spesso difficili da integrare e utilizzare in modo efficace.

I materiali sono alla base di circa il 70% delle innovazioni tecnologiche e svolgono un ruolo cruciale in settori strategici come l'energia, la microelettronica, l'intelligenza artificiale e la manifattura avanzata. Nonostante ciò, il percorso che porta un nuovo materiale dalla fase di ricerca all'applicazione industriale richiede ancora dai 10 ai 20 anni: un arco temporale che non è più sostenibile alla luce degli obiettivi climatici, della crisi energetica e degli attuali cambiamenti geopolitici. MaterialsCommons nasce per affrontare questa sfida, offrendo a ricercatrici e ricercatori, imprese e stakeholder un accesso semplice e sicuro a dati, strumenti e risorse distribuiti in tutta Europa.

L'infrastruttura si baserà su un'architettura federata che consentirà ai diversi repository di mantenere la propria autonomia, garantendo al tempo stesso interoperabilità, protezione della proprietà intellettuale e sovranità dei dati. Tra gli elementi chiave del progetto figurano lo sviluppo di ontologie, tassonomie e schemi di metadati condivisi, capaci di creare un linguaggio comune per la comunità scientifica dei materiali, e la realizzazione diSelf-Driving Lab, laboratori digitali supportati dall’intelligenza artificiale che coordinano automaticamente esperimenti, simulazioni e analisi dei dati per rendere la ricerca più rapida ed efficiente.

All'interno del consorzio, il Politecnico metterà a disposizione le competenze multidisciplinari dei Dipartimenti DISAT e DENERG nei settori della scienza dei materiali, dell'ingegneria e della digitalizzazione della ricerca, contribuendo alla validazione dell'infrastruttura attraverso casi applicativi reali (WP10). In particolare, il DISAT sarà coinvolto nelle attività relative allo Use Case sulla manifattura additiva, di cui la professoressa Padovano è co-leader, mentre il DENERG contribuirà allo use case dedicato alle batterie.

Il progetto avrà una durata di quattro anni e prevede, entro la sua conclusione, l'accesso attraverso un'unica interfaccia a oltre il 90% dei principali repository europei dedicati ai materiali. MaterialsCommons rappresenta così un tassello strategico per rafforzare la competitività europea, accelerare l'innovazione industriale e sostenere le transizioni energetica e digitale attraverso una ricerca sui materiali sempre più collaborativa, aperta e guidata dai dati.