Il Team DIRECT per la memoria e l’accessibilità dei luoghi
Sono ufficialmente ripartite le attività 2026 del Team DIRECT – DIsaster and RECovery del Politecnico. Gli studenti e le studentesse Nicolò Gallo, Cristian Imbriani e Cristina Tosolini, iscritti ai corsi di laurea magistrale in Architettura e Ingegneria Edile, hanno preso parte a una campagna di acquisizione dati sul patrimonio architettonico minore nelle valli Pellice e Germanasca. Le attività si sono concentrate sul rilievo degli ambienti esterni e interni dell’Ecole du quartier de la Ravadera, risalente al 1866, e della borgata disabitata di Poumarat, situata a circa 1200 metri di altitudine sopra Perrero, il cui nome richiama la presenza dei meli che storicamente caratterizzano l’aerea.
I modelli 3D ricostruiti permetteranno di affrontare con un maggior livello di conoscenza opere di rifunzionalizzazione e restauro, oltre a recuperare la memoria di questi luoghi, che raccontano la vita, la cultura valdese e la storia delle borgate della Val Germanasca di inizio ‘900. Questi modelli saranno infine inseriti in ambienti di realtà virtuale, rendendoli così fruibili anche a persone con mobilità ridotta e favorendo a tutti e tutte l’accessibilità di tale patrimonio.
Durante le giornate sul campo, il Team ha sperimentato tecniche di rilievo integrate, combinando strumenti tradizionali e tecnologie avanzate. Sono stati eseguiti rilievi topografici con ricevitori GNSS per l’acquisizione dei punti di appoggio e la conseguente georeferenziazione dei modelli, affiancati da strumenti laser scanner terrestri (TLS), da sistemi SLAM (Simultaneous Localization and Mapping) per il rilievo mobile e droni, con i quali è stato possibile ottenere nuvole di punti tridimensionali. Camere 360° sono state infine impiegate sui sentieri montani per raggiungere la borgata, al fine di creare un ambiente immersivo per i possibili fruitori.
Le attività sono state rese possibili grazie alla collaborazione tra il Dipartimento di Ingegneria dell’Ambiente del Territorio e delle Infrastrutture-DIATI e il Dipartimento di Architettura e Design-DAD, con il supporto di Giorgio Amendolara della ditta STONEX che ha permesso di testare in campo lo scanner SLAM ibrido X200go, la cui testa rotante con sensore LiDAR può essere montata sia su supporto manuale per l’acquisizione da terra, sia su drone (DJI Matrice 350) per l’acquisizione aerea di elementi quali coperture o parti altrimenti non raggiungibili.
Queste iniziative dimostrano come l’integrazione tra ricerca, didattica e innovazione tecnologica possa contribuire in modo concreto alla valorizzazione del patrimonio culturale diffuso, promuovendo al contempo nuove forme di accessibilità e coinvolgimento per la collettività.