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05/03/2026
Ricerca e innovazione

CREALab: nuovi sistemi di accumulo per integrare le energie rinnovabili

Immaginiamo un sistema elettrico alimentato in misura crescente da sole e vento: pulito, sostenibile, a basse emissioni. La natura non programmabile di queste fonti rappresenta però una sfida di sistema: il sole non splende sempre e il vento non soffia con continuità, e per questo l’energia rinnovabile deve essere accumulata e resa disponibile quando serve, per garantire affidabilità e sicurezza alla rete elettrica.

In questo contesto nasce CREALab – Circular Renewable Energy Area Living Lab, il progetto che ha preso avvio a marzo 2026 con l’obiettivo di sviluppare un sistema di accumulo energetico di lunga durata, basato su batterie a flusso, con una capacità di scarica superiore alle sei ore, pensato per applicazioni industriali e per favorire l’integrazione massiccia delle fonti rinnovabili nel sistema elettrico nazionale.

Il progetto è coordinato da CVA S.p.A., l’unico operatore italiano integrato su tutta la filiera dell’energia pure green ed opera anche nel settore dell’efficientamento energetico, e vede un partenariato che integra competenze industriali e accademiche di alto profilo, coinvolgendo il Politecnico di Torino, Podium Engineering S.r.l., SAGAT S.p.A., aizoOn Consulting S.r.l. e Istituto Italiano di Tecnologia. Il progetto ha ricevuto un finanziamento di 7,4 milioni di euro dal Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica.

Per il Politecnico, la gestione è in capo ai professori Massimo Santarelli, Andrea Lanzini e Marta Gandiglio e ai ricercatori Francesco Demetrio Minuto e Paolo Marocco del Dipartimento di Energia “Galileo Ferraris”-DENERG e vede il coinvolgimento del professor Marco Cantamessa e della professoressa Francesca Montagna del Dipartimento di Ingegneria Gestionale e della Produzione-DIGEP e del professor Sergio Ferrero del Dipartimento di Scienza Applicata e Tecnologia-DISAT. 

CREALab risponde a un’esigenza concreta della transizione energetica: gestire sistemi energetici sempre più complessi, in cui convivono diverse fonti rinnovabili, differenti tipologie di accumulo e una domanda energetica articolata. Le batterie agli ioni di litio, oggi ampiamente diffuse, risultano efficaci per accumuli di breve durata; il progetto punta invece allo sviluppo e all’integrazione di batterie a flusso per applicazioni di lunga durata, in grado di operare in sinergia con sistemi short-term e con tecnologie a idrogeno.

La validazione della tecnologia avverrà in due contesti operativi reali. Il primo dimostratore, DEMO1, sarà realizzato presso CVA e integrerà la batteria a flusso con altri sistemi di accumulo già presenti – batterie al litio, anche second-life, e tecnologie a idrogeno – per creare un Hybrid Energy Storage System (HESS). Il sito è caratterizzato dall’interazione con la rete elettrica nazionale e dalla presenza di una domanda energetica articolata, che include anche applicazioni legate all’idrogeno. L’obiettivo è testare in condizioni reali la capacità del sistema ibrido di gestire in modo coordinato accumuli di breve e lunga durata, fornire diversi servizi di rete e aumentare la flessibilità e la resilienza del sistema elettrico in scenari energetici complessi.

Il secondo dimostratore, DEMO2, sarà sviluppato presso l’Aeroporto di Torino e integrerà la batteria a flusso nella smart grid aeroportuale per massimizzare l’autoconsumo dell’energia rinnovabile prodotta in sito. Il contesto aeroportuale è caratterizzato da una domanda elettrica diversificata, legata sia agli edifici sia alla progressiva elettrificazione dei mezzi di servizio e delle operazioni di terra. Il sistema di accumulo consentirà non solo di ottimizzare l’utilizzo dell’energia fotovoltaica, ma anche di supportare la ricarica dei veicoli elettrici e, in prospettiva, l’adozione di soluzioni vehicle-to-grid. La sperimentazione consentirà di valutare il contributo dello storage alla decarbonizzazione delle operazioni di terra e dell’intero settore.

Nei due dimostratori verranno installate batterie a flusso di taglia industriale, testate in condizioni operative reali. La sperimentazione permetterà di raccogliere dati su larga scala, validare i modelli sviluppati e valutare l’applicabilità della tecnologia in diversi contesti energetici caratterizzati da mix di accumuli, carichi variabili e vincoli di rete.

In questo quadro, il Politecnico svolgerà un ruolo trasversale nelle attività di analisi, modellazione e ottimizzazione dei sistemi sviluppati nei due dimostratori. L’Ateneo contribuirà alla mappatura delle tecnologie di accumulo e alla definizione dei casi studio e svilupperà algoritmi avanzati per la gestione ottimale dei sistemi ibridi. Sarà inoltre responsabile delle attività di data analysis per l’identificazione dei principali indicatori di performance (KPI) e per la valutazione delle prestazioni operative dei due demo, supportando l’ottimizzazione continua delle strategie di gestione. Le attività includeranno anche lo sviluppo di strumenti per il dimensionamento ottimale e la replicabilità delle soluzioni in altri contesti industriali, analisi previsionali sull’evoluzione tecnico-economica delle tecnologie di accumulo e lo studio di soluzioni fotovoltaiche innovative per applicazioni aeroportuali.

CREALab, presentato in occasione di un workshop il 4 marzo a Rimini, si configura così come un progetto integrato che unisce innovazione tecnologica, sperimentazione in contesti reali e ottimizzazione economica, contribuendo in modo concreto alla costruzione di un sistema elettrico in cui le energie rinnovabili siano non solo pulite, ma anche affidabili, flessibili e pienamente integrate.