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13/04/2026
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Dal Politecnico al cantiere del futuro: la sfida di ConcreTOPrint

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Il team al lavoro

Stampare una casa in 3D non è più fantascienza: è una delle frontiere più promettenti dell’edilizia contemporanea. E al Politecnico c’è un gruppo di studenti che sta lavorando per trasformare questa possibilità in realtà. Si chiama ConcreTOPrint ed è un team studentesco nato nel 2025 che, nonostante la giovane età, si è posto un obiettivo ambizioso: esplorare e sviluppare le potenzialità della stampa 3D del calcestruzzo, una tecnologia destinata a ridefinire il modo in cui costruiamo.

Il progetto prende forma tra le aule dell’Ateneo, dall’idea di un gruppo di studenti di ingegneria civile che ha formalmente individuato in Lorenzo Conte il proprio team leader, e grazie anche alla guida del professor Alessandro Fantilli del Dipartimento di Ingegneria Strutturale, Edile e Geotecnica-DISEG, advisor accademico, che supporta i ragazzi e le ragazze del team nella nuova frontiera della stampa 3D. 
Da qui nasce una domanda semplice ma decisiva: perché non sperimentare queste tecnologie direttamente al Politecnico? La risposta è stata immediata. Dopo aver aperto la prima campagna di reclutamento, in soli tre giorni, circa 65 studenti hanno aderito all’iniziativa, dando vita a una realtà dinamica e interdisciplinare che oggi riunisce competenze diverse: dall’ingegneria civile e meccanica all’elettronica, dall’informatica al design.

Perché stampare in 3D il calcestruzzo? Rispetto ai metodi costruttivi tradizionali, la stampa 3D del calcestruzzo offre vantaggi significativi. Innanzitutto, permette di ridurre i costi di manodopera e di eliminare i casseri, le strutture temporanee utilizzate per contenere il calcestruzzo durante il getto. Questo si traduce in un minore impatto ambientale, grazie alla riduzione dei materiali e dei trasporti necessari. Infatti, una stampante 3D del calcestruzzo sostenibile e trasportabile potrebbe contribuire allo sviluppo di soluzioni abitative più accessibili, in linea con gli obiettivi dell’Agenda 2030.
Ma non è solo una questione di efficienza. Questa tecnologia apre nuove possibilità progettuali: consente infatti di realizzare forme complesse e innovative, difficili – se non impossibili – da ottenere con le tecniche tradizionali, con tempi potenzialmente più rapidi e processi più ottimizzati.

Il team sin da subito ha definito una roadmap chiara. Il primo obiettivo è progettare e costruire una stampante 3D per il calcestruzzo interamente sviluppata dagli studenti, capace non solo di realizzare manufatti, ma anche di affrontare una delle principali sfide del settore: l’inserimento automatico dell’armatura durante le fasi di stampa.

Si partirà da un telaio di tipo XYZ, una struttura che consente alla testa di stampa di muoversi lungo tre assi nello spazio, con dimensioni iniziali di circa un metro cubo. L’idea è ambiziosa: assemblare il sistema completamente da zero, senza ricorrere ad un modello preassemblato.

In una fase successiva verranno integrati una miscelatrice e una pompa, per avviare i primi test di stampa e valutare le prestazioni del materiale rispetto alle tecniche tradizionali, in particolare in termini di resistenza. Questo prototipo di stampante sarà facilmente trasportabile, in grado di essere utilizzata direttamente in contesti operativi.
Guardando più lontano, l’obiettivo è scalare il progetto: utilizzare bracci robotici più grandi e sviluppare strutture sempre più complesse. Le sfide non mancano. Dalla progettazione del telaio allo sviluppo del sistema di pompaggio del calcestruzzo, fino allo studio di soluzioni per integrare l’armatura durante la stampa, ogni fase richiede sperimentazione, creatività e lavoro di squadra.

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La roadmap del team che delinea il percorso per progettare e realizzare una stampante 3D per il calcestruzzo interamente sviluppata dagli studenti

Ad oggi, il team ha dedicato il primo semestre principalmente alla fase di progettazione del telaio, concentrandosi sulla definizione delle soluzioni strutturali e funzionali più adatte agli obiettivi del progetto. Con la conclusione di questa fase progettuale, il lavoro sta ora entrando in una nuova fase operativa: è stato avviato il processo di ordinazione dei componenti necessari, che consentirà, una volta ricevuti, di procedere con l’assemblaggio del telaio e l’avvio delle prime attività di costruzione del sistema.

ConcreTOPrint conta attualmente circa 20-30 membri attivamente coinvolti e si configura non solo come un progetto tecnico, ma come un vero e proprio laboratorio collaborativo. Accanto alle competenze ingegneristiche, il team include studenti impegnati in ambiti quali comunicazione, gestione, social media e design, riflettendo la natura complessa, innovativa e intrinsecamente interdisciplinare dell’iniziativa. Dal punto di vista organizzativo, è prevista una strutturazione del lavoro in sottogruppi tematici, ciascuno rappresentativo di uno specifico indirizzo di studi e coordinato da un referente. Questa configurazione consente una gestione più efficace sia del flusso informativo sia delle attività operative. Il team si riunisce inoltre con cadenza settimanale, al fine di monitorare l’avanzamento dei lavori e pianificare le fasi successive del progetto.

A testimonianza della concretezza delle attività svolte, il team ha già preso parte a eventi di rilievo sul territorio. In particolare, ConcreTOPrint ha partecipato attivamente a Restructura, manifestazione dedicata al mondo dell’edilizia, della ristrutturazione e del restauro che si svolge annualmente a Torino, dove il progetto è stato presentato attraverso materiali espositivi all’interno dello spazio del Politecnico. Inoltre, il team ha in calendario alcune giornate informative, ovvero sia dei seminari in cui esperti del settore provenienti da aziende internazionali esporranno agli studenti la tecnica e gli avanzamenti della tecnologia della stampa 3D. I prossimi incontri si terranno il 22 aprile, alle ore 10 in aula 5N, in collaborazione con la dottoressa Chiara Villani di Heidelberg Materials, e il 12 giugno in collaborazione con l’università nipponica Tohoku.

ConcreTOPrint rappresenta un esempio concreto di come l’innovazione possa nascere direttamente dalle idee e dall’iniziativa degli studenti. In un settore tradizionalmente consolidato come quello delle costruzioni, progetti come questo dimostrano che il futuro passa sempre più attraverso l’integrazione tra tecnologie avanzate e competenze trasversali. 
E, proprio come nella stampa 3D, anche qui il futuro si costruisce strato dopo strato.