Visioni internazionali per la Forlì del futuro: studenti del Politecnico progettano il "Central Park" romagnolo
Un'ondata di energia giovane e internazionale ha recentemente attraversato le strade di Forlì, portando con sé nuove prospettive per il tessuto urbano della città. Oltre cinquanta studenti del Politecnico, ragazzi e ragazze di età compresa tra i 22 e i 24 anni provenienti da diverse aree del mondo, hanno vissuto un'esperienza di studio immersiva con l’obiettivo di ridisegnare il volto di alcune delle aree più significative e attualmente dismesse del territorio forlivese. Al centro dell'attenzione ci sono due zone strategiche: l'ex zuccherificio Eridania, di proprietà comunale dal febbraio 2023, e l'ex scalo ferroviario, appartenente al gruppo FS.
L'esperienza degli studenti e delle studentesse si configura come un esercizio di "visione" e rigore metodologico. Sotto la guida del professor Marco Trisciuoglio e della professoressa Marta Bottero del Dipartimento di Architettura e Design-DAD, i futuri architetti sono stati chiamati a leggere la geografia del contesto e la qualità degli spazi esistenti, con punto di partenza non casuale: il centro storico e il quartiere razionalista di viale della Libertà sono stati indicati come la "bussola" necessaria per interpretare l'identità della città prima di qualsiasi intervento.
Il gruppo è stato ricevuto ufficialmente in Municipio dal sindaco Gian Luca Zattini, segnando l'inizio di una collaborazione che vede l’Ateneo impegnato in un percorso di ricerca sulle architetture e lo sviluppo di progettazioni urbane per grandi siti abbandonati.
Il sindaco ha lanciato una sfida ambiziosa: trasformare i 16 ettari dell'ex Eridania nel "Central Park" di Forlì. Questo spazio, descritto come un "unicum" locale per la sua combinazione di bosco urbano e archeologia industriale, dovrà essere restituito alla fruizione pubblica tutelando la componente verde. Il riferimento al celebre parco di Manhattan non è solo suggestivo, ma implica una profonda bonifica e rifunzionalizzazione per farne un luogo di vita collettiva, in equilibrio con la fauna locale, come la colonia di aironi presente nell’area.
La creatività deve confrontarsi con la concretezza: l'elemento dirimente di ogni progetto sarà la sostenibilità, ambientale, economica e sociale. Questo scambio tra studenti e territorio si inserisce all’interno del più grande impegno del Politecnico a sostenere la Pubblica Amministrazione in scelte informate e sostenibili. I progetti che verranno elaborati e presentati nelle prossime settimane potrebbero presto diventare realtà.
“Da qualche anno la nostra unità di ricerca sulle morfologie transizionali, costituita tra il Politecnico di Torino e la Southeast University di Nanchino, studia e ridisegna forme e spazi delle città – sottolinea il professor Trisciuoglio - Offrire alle nostre studentesse e ai nostri studenti cinesi e giapponesi, turchi, iraniani, azeri, afghani o palestinesi, libanesi, giordani, ma anche sudamericani e indiani, oltre che europei (molti dell’est) e naturalmente italiani, la possibilità di lavorare sul corpo vivo di città italiane di provincia, sortisce ottimi risultati e rilevanti effetti sul piano pedagogico. Con le ricercatrici del mio team Crapolicchio e Gugliotta, abbiamo capito negli anni che il fare esperienza di impianti romani, tessuti medioevali, spazi e tipi rinascimentali restituisce loro una chiara idea della cultura insediativa del paese in cui studiano e nel quale si è costituita una specifica tradizione di studi sul tema. Importantissima è stata ancora una volta la risposta di una pubblica amministrazione come quella di Forlì, vero valore aggiunto di questo lavoro”.