Politecnico di Torino logo
PoliTO a Forlì - copertina.png
24/03/2026
Studenti@PoliTO

Visioni internazionali per la Forlì del futuro: studenti del Politecnico progettano il "Central Park" romagnolo

Immagine
Accoglienza istituzionale in Municipio: il sindaco Gian Luca Zattini incontra il gruppo internazionale di studenti, dando avvio a un percorso di collaborazione tra amministrazione e Politecnico per la rigenerazione delle aree dismesse
Il gruppo internazionale di studenti del Politecnico incontra il sindaco Gian Luca Zattini, avviando un percorso di collaborazione con l’amministrazione per la rigenerazione delle aree dismesse

Un'ondata di energia giovane e internazionale ha recentemente attraversato le strade di Forlì, portando con sé nuove prospettive per il tessuto urbano della città. Oltre cinquanta studenti del Politecnico, ragazzi e ragazze di età compresa tra i 22 e i 24 anni provenienti da diverse aree del mondo, hanno vissuto un'esperienza di studio immersiva con l’obiettivo di ridisegnare il volto di alcune delle aree più significative e attualmente dismesse del territorio forlivese. Al centro dell'attenzione ci sono due zone strategiche: l'ex zuccherificio Eridania, di proprietà comunale dal febbraio 2023, e l'ex scalo ferroviario, appartenente al gruppo FS.

L'esperienza degli studenti e delle studentesse si configura come un esercizio di "visione" e rigore metodologico. Sotto la guida del professor Marco Trisciuoglio e della professoressa Marta Bottero del Dipartimento di Architettura e Design-DAD, i futuri architetti sono stati chiamati a leggere la geografia del contesto e la qualità degli spazi esistenti, con punto di partenza non casuale: il centro storico e il quartiere razionalista di viale della Libertà sono stati indicati come la "bussola" necessaria per interpretare l'identità della città prima di qualsiasi intervento.

Il gruppo è stato ricevuto ufficialmente in Municipio dal sindaco Gian Luca Zattini, segnando l'inizio di una collaborazione che vede l’Ateneo impegnato in un percorso di ricerca sulle architetture e lo sviluppo di progettazioni urbane per grandi siti abbandonati. 

Il sindaco ha lanciato una sfida ambiziosa: trasformare i 16 ettari dell'ex Eridania nel "Central Park" di Forlì. Questo spazio, descritto come un "unicum" locale per la sua combinazione di bosco urbano e archeologia industriale, dovrà essere restituito alla fruizione pubblica tutelando la componente verde. Il riferimento al celebre parco di Manhattan non è solo suggestivo, ma implica una profonda bonifica e rifunzionalizzazione per farne un luogo di vita collettiva, in equilibrio con la fauna locale, come la colonia di aironi presente nell’area.

Immagine
Gli studenti del Politecnico al lavoro sulla trasformazione urbana di Forlì
Il gruppo di studenti internazionali del Politecnico, guidati dalla professoressa Bottero e il professor Trisciuoglio del DAD, impegnati nella trasformazione urbana di Forlì

La creatività deve confrontarsi con la concretezza: l'elemento dirimente di ogni progetto sarà la sostenibilità, ambientale, economica e sociale. Questo scambio tra studenti e territorio si inserisce all’interno del più grande impegno del Politecnico a sostenere la Pubblica Amministrazione in scelte informate e sostenibili. I progetti che verranno elaborati e presentati nelle prossime settimane potrebbero presto diventare realtà.

“Da qualche anno la nostra unità di ricerca sulle morfologie transizionali, costituita tra il Politecnico di Torino e la Southeast University di Nanchino, studia e ridisegna forme e spazi delle città – sottolinea il professor Trisciuoglio - Offrire alle nostre studentesse e ai nostri studenti cinesi e giapponesi, turchi, iraniani, azeri, afghani o palestinesi, libanesi, giordani, ma anche sudamericani e indiani, oltre che europei (molti dell’est) e naturalmente italiani, la possibilità di lavorare sul corpo vivo di città italiane di provincia, sortisce ottimi risultati e rilevanti effetti sul piano pedagogico. Con le ricercatrici del mio team Crapolicchio e Gugliotta, abbiamo capito negli anni che il fare esperienza di impianti romani, tessuti medioevali, spazi e tipi rinascimentali restituisce loro una chiara idea della cultura insediativa del paese in cui studiano e nel quale si è costituita una specifica tradizione di studi sul tema. Importantissima è stata ancora una volta la risposta di una pubblica amministrazione come quella di Forlì, vero valore aggiunto di questo lavoro”.