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16/06/2026
Studenti@PoliTO

“Sulle tracce dell’acqua”: quando i dati ambientali diventano arte

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Trasformare i dati ambientali in un’opera d’arte

Come si può trasformare un insieme di dati ambientali in un’opera d’arte? A questa domanda ha cercato di rispondere “Sulle tracce dell’acqua – Contaminazione come forma di collaborazione”, progetto didattico che ha unito gli e le studenti dell’Accademia Albertina di Belle Arti e del Collegio di Ingegneria per l’Ambiente e il Territorio del Politecnico in un percorso condiviso tra arte, scienza e sostenibilità.

L’installazione artistica realizzata nell’ambito del progetto è stata presentata il 10 giugno scorso durante l’ultima Conversazione in Biblioteca del ciclo Transizione/Transizioni, ospitata presso il Dipartimento di Ingegneria dell’Ambiente, del Territorio e delle Infrastrutture-DIATI. Svoltosi tra novembre 2025 e aprile 2026, il progetto ha coinvolto 12 studenti del biennio specialistico dell’Accademia Albertina e 6 studenti del Corso di Laurea Magistrale in Ingegneria per l’Ambiente e il Territorio del Politecnico. L’obiettivo era creare un ponte tra saperi diversi attraverso uno sguardo condiviso su temi centrali per il futuro del pianeta: il cambiamento climatico, la sostenibilità e il ruolo dell’essere umano come agente attivo in un mondo multispecie.

L’iniziativa è stata ideata dalle docenti dell’Accademia Albertina Cristina Giudice e Irene Podgornik, con la collaborazione di Martina Abati. I contenuti scientifici sono stati supervisionati dal professor Fulvio Boano, Coordinatore del Collegio di Ingegneria per l’Ambiente.

“Credo che il valore formativo dell'attività derivi soprattutto dalle possibilità di interazione con studenti di un ambito completamente diverso e dalla conseguente esposizione a modi differenti di pensare ai cambiamenti climatici – ha commentato il professor Boano – Il lavoro inoltre ha permesso di coniugare la comunicazione di contenuti scientifici con la loro traduzione in un linguaggio visivo più evocativo, agevolando così lo sviluppo di linguaggi in grado di raggiungere un pubblico più ampio e trasversale”. 

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Sperimentare il valore della collaborazione tra competenze e prospettive differenti

“Negli ultimi anni si è assistito a un crescente interesse per la questione climatica da parte di artiste e artisti, che spesso si avvalgono della collaborazione di scienziati e scienziate per una maggiore consapevolezza e conoscenza responsabile della realtà – ha spiegato la professoressa Giudice I lavori artistici contemporanei sono una chiave di lettura altra dei cambiamenti climatici perché riescono a mostrare nuovi immaginari e la pratica artistica può essere intesa come un processo cognitivo innovativo”.

Dopo una prima fase di lezioni teoriche svolte in Accademia, gli e le studenti hanno scelto di lavorare sul tema della memoria idrologica del nord del Piemonte. L’analisi di dati provenienti da una stazione idrometrica situata nel bacino del fiume Toce ha consentito la ricostruzione dell’andamento delle portate fluviali negli ultimi novant’anni, trasformata successivamente in un grafico che ha permesso una rielaborazione di segni e colori. L’obiettivo è stato quello di svelare il ritmo storico delle precipitazioni piovose: comprendere la frequenza e l’intensità delle piogge e il tempo di ritorno degli eventi estremi è il punto di partenza per la gestione del territorio e la sua sicurezza, e per trasformare la conoscenza in consapevolezza.

L’idea artistica ha infine preso forma nel laboratorio di serigrafia, dove gli e le studenti dell’Accademia Albertina e del Politecnico hanno lavorato fianco a fianco, accompagnati dalla professoressa Irene Podgornik, sperimentando concretamente il valore della collaborazione tra competenze e prospettive differenti.

“Nell’ambito dell’ingegneria ambientale il termine ‘contaminazione’ ha un’accezione generalmente negativa: pensiamo subito all’inquinamento delle acque, del suolo – ha osservato Francesco Laio, Direttore del DIATI e tra i relatori della Conversazione durante la quale è stato presentato il progetto – È bello vedere che in questo progetto il termine è stato utilizzato nella sua accezione positiva di influenza e interazione scientifica tra saperi diversi, che sempre di più in una società complessa dovranno essere in grado di parlarsi e produrre conoscenza condivisa”.

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