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17/03/2026
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PoliTO Design Workshop 2026: 26 anni di innovazione e sperimentazione progettuale

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Il racconto delle immagini

Il PoliTO Design Workshop taglia il prestigioso traguardo della ventiseiesima edizione, confermandosi come un appuntamento centrale per i Corsi di Laurea in Design e Comunicazione, Design Sistemico e Design Sostenibile per il Sistema Alimentare del Politecnico e dell'Università di Parma. L’iniziativa – nata nel 2001 da un'idea di Luigi Bistagnino, già docente del Dipartimento di Architettura e Design-DAD, coordinata, fino all’edizione del 2025, da Paolo Tamborrini, docente a contratto del DAD, e da oggi sotto la guida di Cristian Campagnaro, docente del DAD – si è svolta quest’anno dal 23 al 27 febbraio scorsi, in forma di evento diffuso sul territorio, con l’obiettivo, come sempre, di favorire la contaminazione tra didattica, creatività e impresa attraverso una settimana di lavoro intensivo.

L'obiettivo fondamentale del progetto è permettere agli studenti e alle studentesse di vivere esperienze progettuali sotto la guida di tutor professionisti, creativi, artigiani, studiosi e docenti, in un contesto di condivisione di idee, apprendimento attivo e sperimentazione collettiva.

I workshop vanno oltre i domini più tradizionali del design e, spesso, oltre i confini disciplinari: tra i settori coinvolti, il teatro, la legatoria, l’outdoor education, la gastronomia, l’interazione dei media, il co-design, l’intelligenza artificiale, il food design e l’exhibit, per citare solo alcuni esempi.

Tante le tematiche proposte dai workshop del 2026, a cominciare dal food product design, con il workshop “Coffee Design” a esplorare visioni future nel mondo del caffè, mentre “Chocolate Format” ha indagato le tecnologie di lavorazione del cioccolato con cui interpretare e raccontare identità collettive, attraverso forme, olfatto e gusto.

Per il “filone” design sociale e inclusione, “Design for Each(One)” ha messo al centro l’accessibilità e la co-progettazione di ausili per l’autonomia delle persone con disabilità, mentre “Palcoscenico” ha esplorato l’incontro tra teatro e design per esercitare competenze comunicative e relazionali. “City bites”, invece, ha proposto un'esperienza nomade di social design legata al turismo inclusivo. 

Diversi workshop hanno affrontato il tema della comunicazione visiva, come “GRAPHICDAYS Hacking Neologia”, che ha sfidato gli studenti e le studentesse ad individuare nuovi linguaggi del visual design per rinnovare le strategie di engagement dei concorsi creativi, mentre “Interactive books” si è focalizzato sulla meccanica del libro animato come oggetto fisico, dinamico e ludico. Infine, “RESEARCH GOES POP” ha affrontato la sfida del rinnovamento dell’identità della Notte Europea delle Ricercatrici e dei Ricercatori.

Innovazione e tecnologia sono temi di assoluta attualità e il workshop “Participatory AI”, presso gli spazi del FabLab Torino, ha invitato i partecipanti a mettersi in gioco in un confronto critico con l'intelligenza artificiale, anche attraverso la progettazione di AI Boundary Objects. 

Anche il tema della sostenibilità e del rapporto con il territorio è stato affrontato: “Outdoor education” ha offerto un’esperienza immersiva nella natura per progettare percorsi educativi sulla sostenibilità, mentre nel corso di “Bellezza a terra” sono state sperimentate pratiche di tactical urbanism per la riqualificazione di spazi pubblici.

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Crescere giocando

Il successo del PoliTO Design Workshop risiede nella collaborazione con numerosi partner, istituzioni, enti, associazioni e aziende private

Per l'edizione 2026, l'elenco degli enti include realtà di rilievo internazionale e attori profondamente radicati nel tessuto sociale e culturale territoriale: Training Center LAVAZZA, Laboratorio Guido Castagna, Ferrero, Umana Fauna, AISM - Associazione Italiana Sclerosi Multipla, Cooperativa Animazione Valdocco Onlus, Graphic Days, Print Club Torino, Bottega Fagnola, POP-APP Museum, ASD Associazione Rubens APS, Casa del quartiere Barrito, Cooperativa Lancillotto scs, Cooperativa Alfieri, ARCHISBANG studio di Architettura, FabLab Torino, Assessorato alla Cultura della Città di Torino, InTra APS e Torino Creativa, oltre allo stesso Politecnico che ha coinvolto gli studenti e le studentesse nel workshop “RESEARCH GOES POP”.A questa ricca partnership si aggiungono i laboratori di ricerca e didattica del DAD, che hanno contribuito all’erogazione dei workshop, in autonomia o in collaborazione con i partner: gruppo di ricerca PARJAI, Polito Food Design Lab, Systemic Design Lab, Polito Social Design Lab, MODLab Design, VirtuaLAB e il team studentesco Spazio Scenico.

Questo ecosistema collaborativo ha permesso, anche quest’anno, ai futuri e alle future designer di misurarsi con sfide reali, esplorando contesti e pratiche, strumenti e materiali inediti, concreti e fruibili in forme inconsuete e ricche di emozione.

Per il professor Cristian Campagnaro, che coordina l’iniziativa con il supporto di Martina Leo, docente a contratto del DAD, “i Polito Design Workshop sono una grande opportunità di crescita per i nostri e le nostre giovani designer; per il nostro collegio si tratta di rinnovare ogni anno lo scambio e la collaborazione con prestigiosi stakeholder territoriali. Innovazione didattica, ma anche ricerca: da sempre, i workshop sono qualcosa di più di un’esperienza intensa ed emozionante sul piano della didattica non formale; sono occasioni di esplorazione progettuale ed espressiva che hanno generato linguaggi e prodotti nuovi, servizi e metodi di engagement pubblico innovativi, che hanno trovato un loro spazio nelle strategie di terza missione, open innovation e trasferimento tecnologico del dipartimento di Architettura e Design”.

“I Polito Design Workshop rappresentano da sempre un format innovativo e dinamico, capace di condensare in una sola settimana modalità partecipative e approcci non convenzionali nella didattica dei Corsi di Studio in design – aggiunge il professor Marco Bozzola, Vice Coordinatore Collegio di Architettura e Design – È un modello di cui siamo particolarmente orgogliosi, oggi più che mai, nel momento in cui l’Ateneo si prepara ad adottare un nuovo impianto formativo che riconosce proprio in esperienze come questa un riferimento virtuoso”.