Pedalare per ridare valore: quando la tecnologia nasce dai bisogni delle comunità
Quando la tecnologia si mette al servizio delle persone e dei territori diventa un’alleata sociale capace di contrastare sprechi, disuguaglianze e fragilità contemporanee. È da questa visione che è nato Pedalare per ridare valore, l’incontro che si è svolto martedì 27 gennaio presso il Mercato Centrale di Torino, nello Spazio Fare, dedicato al ruolo delle tecnologie appropriate come strumenti concreti di trasformazione sociale e ambientale.
L’evento, moderato da Alessandro Stillo di Eco dalle Città, ha rappresentato un momento di restituzione pubblica dei risultati della tesi di laurea triennale Pedalare per il recupero, sviluppata da Alessandra Biaggio e Seyira Rosalind Fiawoo nell’ambito del corso di Laurea in Design e Comunicazione del Politecnico di Torino (A.A. 2024/25), con relatori i docenti Walter Franco e Marcello Rava, afferenti al Dipartimento di Ingegneria Meccanica e Aerospaziale-DIMEAS, Cristian Campagnaro, coordinatore di Polito per il Sociale, e la ricercatrice Amarilli Varesio dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca, e realizzata in collaborazione con le associazioni Eco dalle Città e LVIA.
A chiarire cosa si intenda per tecnologia appropriata è stato il professor Walter Franco che ha aperto la serata definendola come una tecnologia “studiata a partire dai bisogni di specifiche comunità e progettata su misura per adattarsi agli aspetti psicosociali e biofisici prevalenti in un determinato luogo e periodo”.
“L’insegnamento delle Tecnologie Appropriate mira a evidenziare l’importanza della valutazione dell’impatto sociale nello sviluppo tecnologico – come spiega il professor Walter Franco – e a mostrare come, in contesti di ristrettezza economica, scarsità di risorse o transizione socio-ecologica basata sulla sobrietà, possano rivelarsi particolarmente efficaci soluzioni low-tech, spesso ispirate a dispositivi di interesse storico e rielaborate in chiave contemporanea.”
Un esempio emblematico di questo approccio è stato il progetto Baiskeli, presentato dal professor Marcello Rava del DIMEAS e la ricercatrice Amarilli Varesio dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca. Sviluppato a Gulu, nel nord dell’Uganda, un territorio profondamente segnato dalla guerra civile tra il 1986 e il 2006, il progetto propone la bicicletta come strumento di trasformazione sociale ed economica, capace di generare nuove opportunità di lavoro e riscatto.
In collaborazione con Takataka Plastics, realtà ugandese impegnata nel riciclo locale dei rifiuti plastici e nello sviluppo dell’economia circolare, sono stati realizzati prototipi di bici cargo per la raccolta della plastica destinata al riciclo. Le stesse biciclette si sono dimostrate adatte anche al recupero del cibo invenduto e alla sua trasformazione, quando equipaggiate con frullatori ad azionamento muscolare.
È proprio da questa intuizione che ha preso forma la tesi triennale “Pedalare per il recupero. Progettazione di un frullatore per bicicletta modulare come approccio alla trasformazione degli alimenti invenduti nei mercati rionali” di Alessandra Biaggio e Seyira Rosalind Fiawoo. Durante il cuore della serata, le due Alumnae hanno presentato la ricerca progettuale orientata al contrasto dello spreco alimentare nei mercati rionali torinesi, attraverso un prototipo di bici frullino modulare pensato per trasformare direttamente frutta e verdura invendute in succhi e frullati, integrandosi nelle reti locali di recupero e redistribuzione del cibo.
La presentazione ha affrontato il tema dello spreco alimentare prima in termini generali e poi con un focus specifico sulla realtà torinese, analizzando le dinamiche dei mercati rionali e le opportunità di valorizzazione dell’invenduto.
La serata si è conclusa con una dimostrazione pratica del prototipo, che ha permesso di preparare un frappè di banana e latte, degustato anche dal presidente di Eco dalle Città Paolo Hutter e dall’Assessore al Commercio e Mercati della Città di Torino, Paolo Chiavarino.
All’incontro è seguita la tavola rotonda Il Mercato porta bene: mercati, sostenibilità e commercio di prossimità, durante la quale i rappresentanti di categoria hanno sottolineato come i mercati, pur nella loro storia plurimillenaria, continuino a svolgere un ruolo fondamentale non solo nella distribuzione di prodotti di qualità, ma anche come presidi sociali, attenti alle persone fragili e anziane.
La serata si è infine chiusa con una cena solidale antispreco, preparata con prodotti recuperati nella cucina di Eco dalle Città al Mercato Centrale di Torino.
Di fronte a una situazione di policrisi economica, ambientale e sociale, l’evento ha ribadito il ruolo di ingegneri e designer nell’orientare lo sviluppo tecnologico verso soluzioni a impatto sociale positivo, capaci di contribuire alla costruzione di comunità più eque, inclusive e sostenibili. In questa direzione si collocano l’impegno dell’Ateneo attraverso il centro PoliTO per il Sociale, l’adesione al Dottorato di Interesse Nazionale in Peace Studies con il curriculum “Tecnologie, sostenibilità e pace”, e la collaborazione con Eco dalle Città e LVIA, valorizzata nel corso della serata.