Doppio finanziamento per il Politecnico nel bando Italia–Uzbekistan
Con due progetti finanziati nel bando bilaterale Italia-Uzbekistan su dieci selezionati, il Politecnico conferma il suo ruolo strategico nella cooperazione accademica con l’Asia centrale. L’Ateneo è l’unica università italiana con due iniziative inserite nella rosa dei 10 progetti approvati, selezionati su 200 proposte complessive; entrambi i progetti saranno sviluppati in collaborazione con il Turin Polytechnic University in Tashkent.
“Siamo molto soddisfatti di questo risultato che ci vede collaborare insieme al Turin Polytechnic University in Tashkent, perché rappresenta molto bene il cambio di passo nell’impostazione dell’approccio che ci caratterizza in Uzbekistan. – commenta il Rettore Stefano Corgnati – Da una focalizzazione concentrata sull’education, oggi ci si dirige maggiormente verso una combinazione di ‘education & research’, nel solco del percorso che stiamo perseguendo anche al Politecnico.”
I progetti vincitori sono stati annunciati nel corso del “2nd Rectors’ Forum of Italian and Uzbek Universities”, che si è svolto il 18 febbraio a Roma nell’ambito dell’incontro bilaterale “Innovation and academic cooperation between Italy and Uzbekistan. State of the art and new perspectives for the future”, alla presenza del Ministro dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini e del Ministro uzbeko dell’Higher Education, Science and Innovation Kongratbay Sharipov.
Il Rettore Corgnati e il Vicerettore per l’Internazionalizzazione Alberto Sapora hanno rappresentato il Politecnico nel corso dell’incontro, dedicato all’innovazione e ai rapporti di cooperazione accademica tra Italia e Uzbekistan.
"Questo forum e questi risultati sulla ricerca, come sempre, al di là dell'eccellenza dei singoli, esprimono il frutto di un lavoro di squadra consolidato nel tempo. A tutti gli effetti, il Politecnico di Torino rappresenta un riferimento universitario consolidato in tutta l'Asia centrale", conclude il Vicerettore per l’Internazionalizzazione Alberto Sapora.
I progetti
Si chiamano NOVABONE e W4GC i due progetti coordinati dall’Ateneo che, a seguito di valutazione tecnico-scientifica, sono stati selezionati e ammessi a finanziamento all’interno della call internazionale “Joint Actions and programmes in the framework of the Memorandum of Understanding on Cooperation in fields of Science, Technology and Innovation 2024-2027”.
NOVABONE
Rigenerare l’osso grazie a materiali bioattivi di nuova generazione: con NOVABONE - Novel technologies for the development of high-added-value bioactive glass scaffolds and coatings for bone repair, la ricerca del Politecnico punta a innovare in modo significativo le strategie di trattamento dei difetti ossei critici. Il progetto vede come responsabile scientifico per l’Ateneo il professor Francesco Baino del Dipartimento di Scienza Applicata e Tecnologia-DISAT ed è sviluppato in sinergia con il Politecnico di Milano, il Turin Polytechnic University in Tashkent e il Tashkent State Dental Institute.
Partendo dal problema delle gravi perdite ossee causate da traumi, tumori o infezioni — condizioni che generano difetti non autorigeneranti e comportano elevati costi clinici e sociali — NOVABONE propone l’impiego di vetri bioattivi per favorire la rigenerazione del tessuto osseo. Il progetto prevede lo sviluppo di scaffold porosi per l’ingegneria tissutale e di rivestimenti bioattivi capaci di migliorare l’osteointegrazione degli impianti metallici.
Sarà selezionata e ottimizzata una composizione di vetro bioattivo idonea sia alla stampa 3D di scaffold sia al coating di protesi; i prototipi realizzati saranno caratterizzati dal punto di vista fisico-meccanico e sottoposti a test in vivo per valutarne l’efficacia clinica.
W4GC
Il secondo progetto è dedicato alla gestione sostenibile delle risorse idriche nelle città del futuro. W4GC - Water for Growing Cities, coordinato dal professor Riccardo Vesipa del Dipartimento di Ingegneria dell’Ambiente, del Territorio e delle Infrastrutture-DIATI, è sviluppato in collaborazione con il Turin Polytechnic University in Tashkent e l’Università degli Studi “G. D’Annunzio” Chieti-Pescara.
L’obiettivo è definire un modello di distretto urbano a neutralità idrica, capace di integrare pianificazione, tecnologie innovative e gestione efficiente delle risorse. Il progetto prevede l’analisi del ciclo idrologico urbano, la valutazione di politiche e soluzioni già adottate - come pareti e tetti verdi o sistemi di raccolta delle acque piovane - e l’elaborazione di criteri per nuove strategie adattate al contesto regionale.
Tra i risultati attesi figurano linee guida per modelli quantitativi di idrologia urbana, un blueprint per la progettazione di distretti water-neutral e indicazioni per l’integrazione di tecnologie avanzate e IoT nelle smart city. L’iniziativa punta a generare benefici nel breve, medio e lungo periodo, migliorando l’approvvigionamento idrico, riducendo il rischio di alluvioni e promuovendo la chiusura del ciclo dell’acqua in ambito urbano. Il consorzio opererà inoltre come Centro di Competenza in Asia centrale, contribuendo a orientare lo sviluppo urbano verso una maggiore sostenibilità idrica.