Al via il Master di alta formazione “Conservazione Integrata del Patrimonio Architettonico e Paesaggistico”
Al via per la prima volta al Politecnico il Master di secondo livello “Conservazione Integrata del Patrimonio Architettonico e Paesaggistico”, un percorso formativo di eccellenza, riconosciuto a livello europeo, che amplia l’offerta culturale dell’Ateneo. Rivolto a chi ha conseguito la laurea magistrale, costituisce un’ulteriore tappa di specializzazione in continuità con i corsi di laurea magistrale nel settore dell’architettura, dell’urbanistica, del paesaggio, dell’ingegneria civile e dell’ambiente, della storia dell’arte e della conservazione dei beni culturali.
L’iniziativa ha l’obiettivo di formare professionisti altamente qualificati nel restauro, nella gestione e nella fruizione sociale del patrimonio storico costruito, rafforzando il dialogo tra Alta Formazione e mondo del lavoro.
Risultato di riflessioni e confronto all’interno del Gruppo Giovani della Consulta per la Valorizzazione dei Beni Artistici e Culturali di Torino, l’offerta formativa – sostenuta dalla Consulta con il contributo della Fondazione Ordine Mauriziano – è stata accolta e definita dal Politecnico con l’intento di coinvolgere anche professionisti già attivi nel settore: operatori impegnati nel recupero e nella valorizzazione del patrimonio culturale, attivi nella Pubblica Amministrazione, presso enti di tutela o istituzioni museali e funzionari del MiC.
Il Master promuove una formazione politecnica, fortemente applicata, integrando attività didattica e lavoro sul campo attraverso esperienze in progetti e cantieri attivi sul territorio. Il programma prevede cicli di lezioni dedicati alla storia materiale e tecnologica dell’architettura, allo studio del paesaggio storico e alle teorie del restauro nel dibattito contemporaneo. Saranno inoltre approfondite le norme di tutela e le strategie di rigenerazione urbana, l’utilizzo aggiornato dei sistemi digitali di rilevamento, la tecnologia BIM, i metodi di conservazione preventiva e programmata, l’inserimento di impianti negli edifici storici, le prescrizioni del Codice degli Appalti, i metodi di foundraising, la gestione e la valorizzazione dei giardini storici. I sistemi di catalogazione digitale del patrimonio architettonico verranno esaminati in diretta collaborazione con l’Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione del MiC. Il Master avrà una durata annuale e le lezioni saranno concentrate al venerdì e al sabato, per consentire la frequenza anche a studenti già impegnati in attività lavorative.
Il Master è diretto da Carlo Tosco, docente del Dipartimento Interateneo di Scienze, Progetto e Politiche del Territorio-DIST e Referente Landscape e Cultural Heritage di Ateneo su attività a supporto dei rapporti con enti governativi territoriali, nazionali ed europei.
“Questo Master esprime pienamente la nostra attitudine “politecnica”, proponendo un modello formativo che integra e valorizza le competenze e le risorse dell’Ateneo nel campo del patrimonio architettonico e paesaggistico – commenta il Rettore Stefano Corgnati – La conservazione del costruito storico richiede sempre più approcci interdisciplinari, capaci di coniugare conoscenze tecniche, strumenti digitali, progettazione e sensibilità culturale e il percorso didattico è quindi pensato per formare professionisti in grado di affrontare le sfide della tutela, della gestione e della rigenerazione dei beni culturali. La possibilità di collaborare con una realtà fortemente radicata e proattiva come la Consulta per la Valorizzazione dei Beni Artistici e Culturali di Torino ci permette di rafforzare questa vocazione, mettendo le nostre competenze al servizio del territorio e dell’intero Paese, in stretto dialogo con istituzioni, mondo della cultura e imprese”.
“Con viva soddisfazione abbiamo accolto la proposta del nostro Gruppo Giovani finalizzata alla definizione e al sostegno di un Master di alta specializzazione per professionisti impegnati ad operare nell’ambito del Patrimonio Storico Artistico – dichiara la Presidente della Consulta Licia Mattioli – Il nostro Paese possiede immensi e straordinari tesori del passato, bisognosi di attenzione e interventi di riqualificazione. Investire sul nostro patrimonio culturale è investire sul futuro e sullo sviluppo del territorio. La Consulta è nata applicando alla Responsabilità Sociale delle aziende, la forza creativa della collaborazione. Siamo imprenditori e con fiducia ed impegno lavoriamo per il Bene Comune, unico ed indivisibile, leva di sviluppo e benessere sociale. Ringrazio il Rettore del Politecnico Stefano Corgnati per l’attenzione e la preziosa disponibilità e il professor Tosco e i suoi collaboratori per il lavoro svolto per questo nuovo capitolo della collaborazione che lega le nostre due istituzioni da tanti anni”.