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06/02/2026
In Ateneo

Al Politecnico un dibattito nazionale su politiche, pratiche e geografie per le città universitarie

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Da sinistra: Marco Orlandi, Stefano Corgnati, Manuela Manenti, Giovanni Molari e Carlo Pellegrino

L’internazionalizzazione degli atenei e l’aumento della popolazione studentesca incidono sia sui processi di rigenerazione urbana, tramite investimenti e trasformazioni fisiche, sia sul mercato dell’abitare, sempre più sotto pressione per la domanda di alloggi studenteschi e la competizione con altre forme di residenzialità. In questo quadro, l’abitare è assunto come chiave di lettura per comprendere dinamiche urbane più ampie e le condizioni di una popolazione studentesca articolata.

Il Politecnico, con il Dipartimento Interateneo di Scienze, Progetto e Politiche del Territorio-DIST, ha organizzato oggi al Castello del Valentino un incontro, moderato dalla Vicerettrice per la Comunicazione e Promozione Silvia Barbero, per discutere su queste tematiche di stringente attualità con Marco Orlandi, Rettore dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca, Giovanni Molari, Rettore dell’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna, e Carlo Pellegrino, Prorettore con delega all’Edilizia dell’Università degli Studi di Padova, che hanno dialogato con il Rettore Stefano Corgnati

“Oggi l’abitare per gli studenti universitari necessita di un progetto che osservi due scale – ha commentato il Rettore Corgnati, Presidente della Commissione paritetica alloggi e residenze per studenti universitari del Ministero dell’Università e della Ricerca – La prima è di tipo programmatorio, perché sono necessari interventi strutturali che rendano le residenze universitarie un elemento chiave per l’attrattività degli studenti fuori sede e internazionali. La programmazione degli investimenti e della costruzione delle opere necessita dei fisiologici tempi autorizzativi e realizzativi, come dimostrano tra l'altro le applicazioni dei bandi ministeriali, e questo ha bisogno della consapevole pazienza tipica di una policy di medio-lungo periodo. L'altra dimensione invece è posizionata sulla scala del breve periodo e riguarda l’integrazione della residenzialità con i servizi necessari per animare la vita universitaria. La combinazione di una strategia che coniughi questi due aspetti è fondamentale e significa farli confluire in un'offerta omogenea”.

“L’abitare studentesco è una componente essenziale del diritto allo studio, perché incide direttamente sulla qualità dell’esperienza formativa: l’università è infatti anche uno spazio di relazioni, integrazione e crescita, che va vissuto pienamente – ha spiegato il Rettore dell’Università di Milano-Bicocca Marco OrlandiMilano è a tutti gli effetti una città universitaria con oltre 214.000 studenti, ma è segnata da una carenza strutturale di alloggi sostenibili. Come atenei pubblici abbiamo dunque la responsabilità di promuovere residenze a prezzi accessibili e di qualità: non semplici dormitori, ma luoghi di vita comunitaria, integrati nei quartieri cittadini. Per farlo dobbiamo poggiare le nostre scelte su dati solidi, su un monitoraggio sistemico della condizione abitativa e su occasioni di confronto tra atenei, come questo convegno a Torino. È su queste basi che, all’Università di Milano-Bicocca, è stata istituita una delega specifica all’abitare studentesco”. 

"La vita universitaria è fatta di incontri, di relazioni, di interazioni: rafforzare questo contesto significa anche un impegno profondo sui temi dell'abitare studentesco – ha aggiunto il Rettore dell'Università di Bologna Giovanni MolariPer questo è necessario che il sistema universitario, le politiche urbane e la popolazione studentesca interagiscano nella definizione di traiettorie abitative condivise. L'Università di Bologna è fortemente impegnata su questo fronte, in collaborazione con le realtà pubbliche e private, non solo per ampliare l’offerta di alloggi, migliorarne la qualità e garantirne l’effettiva accessibilità, ma anche per potenziare i servizi finalizzati a facilitare la ricerca dell’alloggio e per rendere più sostenibili i costi degli affitti per studentesse e studenti fuori sede".

“L’Università di Padova conta all’incirca 75.000 studenti iscritti, in aumento negli ultimi anni, che contribuiscono in maniera decisiva a caratterizzare Padova come città universitaria – ha concluso il Prorettore con delega all’Edilizia dell’Università di Padova Carlo PellegrinoL’Ateneo, in sinergia con gli altri Enti del territorio, sta lavorando per migliorare le condizioni di studio dei propri studenti riqualificando alcune aree dismesse e rifunzionalizzando gli edifici universitari con interventi edilizi inclusivi e sostenibili che hanno anche l’obiettivo di incrementare l’offerta di alloggi pubblici per gli studenti. Si tratta principalmente di interventi senza consumo di suolo su immobili esistenti che permetteranno progressivamente di dare un contributo significativo in questo contesto”.

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L'intervento di Loris Servillo, coordinatore del progetto “LINUS – Living the University City: Student Housing as Driver of Changes”

A fornire gli spunti di riflessione, lo svolgimento della ricerca biennale sull’abitare studentesco nel contesto delle trasformazioni urbane legate al ruolo crescente delle università. Il quadro di riferimento è il progetto PRIN PNRR 2022 “LINUS – Living the University City: Student Housing as Driver of Changes”, finanziato dal Ministero dell’Università e della Ricerca e coordinato da Loris Servillo, docente presso il Dipartimento Interateneo di Scienze, Progetto e Politiche del Territorio-DIST e coordinatore del Centro Interdipartimentale FULL-Future Urban Legacy Lab, con il coinvolgimento dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca, dell’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna e dell’Università degli Studi di Padova.

L’idea centrale del progetto – che attraversa discipline diverse, dalla geografia alla sociologia, e all’urbanistica – è di considerare le dinamiche abitative studentesche come chiave di lettura e motori di trasformazioni urbane che sfidano la sostenibilità sociale e stressano i sistemi urbani ed abitativi. Il tema dell’abitare studentesco rimanda infatti ad alcune delle questioni più pressanti delle città contemporanee: come strutturare la città per le molte popolazioni urbane e temporanee che le attraversano, come gestire le dinamiche trasformative indotte da queste popolazioni, e come garantire un’integrale condizione di cittadinanza, che ha nell'accesso ad una casa dignitosa e abbordabile un principio di giustizia sociale. L’agenda di ricerca di LINUS indaga, quindi, le dinamiche abitative studentesche in quattro città italiane – Bologna, Milano, Padova e Torino – caratterizzate dalla crescente presenza di studenti fuori-sede e internazionali, e dalle necessità nel trovare condizioni abitative adeguate sia per studenti che per residenti.

Il dibattito è proseguito con una seconda tavola rotonda che ha coinvolto rappresentanti di altri player nazionali interessati all’articolato tema dell’abitare universitario, con ricadute territoriali e nazionali di grande impatto sociale ed economico: Alberto Felice De Toni, Sindaco di Udine e Delegato per Università e Ricerca di ANCI, Manuela Manenti, Commissaria straordinaria per gli alloggi universitari del Ministero dell’Università e della Ricerca, Silvia Mugnano, Delegata del Rettore sull’Abitare Studentesco dell’Università degli Studi di Milano Bicocca, e Anna Ricevuto, Esecutivo nazionale UDU Unione degli Universitari con delega alle politiche abitative.