Gio
26
Mar
Seminari e Convegni
L'estetica dell'ingegneria
Nuovo appuntamento della rubrica "Theseus Colloquia", un ciclo di seminari sui temi della tecnologia, delle sue precondizioni e del suo impatto sociale, economico, politico e ambientale, promossi dal Centro studi Theseus del Politecnico, tenuti da esperti internazionali che lavorano su questioni fondamentali per le società contemporanee in un’era di trasformazioni tecnologiche.
Titolo dell'incontro di giovedì 26 marzo 2026 dalle ore 13:00 alle 14:30 è L'estetica dell'ingegneria in cui Vera Tripodi, docente di Etica della tecnologia del Politecnico di Torino, introdurrà l'intervento di Enrico Terrone, docente di Estetica presso l’Università di Genova e responsabile scientifico del progetto ERC “The Philosophy of Experiential Artifacts”.
Abstract
L’estetica del design verte tradizionalmente sul nesso tra forma e funzione, cioè su come l’apparenza degli artefatti tecnici entra in dialogo con lo scopo per cui sono stati progettati. Un oggetto di design è considerato bello quando appare adatto al suo scopo, quando la sua forma si accorda con la sua funzione. Solitamente si dà per scontato che l’estetica dell’ingegneria sia riducibile a quella del design. Sostengo invece che l’estetica dell’ingegneria vada distinta da quella del design perché non riguarda soltanto che cosa un artefatto fa, ma anche come lo fa. L’estetica dell’ingegneria non verte soltanto su forma e funzione, ma soprattutto sul funzionamento: non spiega soltanto perché una macchina appare adatta al suo scopo, ma si sofferma sui processi che contribuiscono alla realizzazione di tale scopo. In questo modo, l’estetica dell’ingegneria ci permette di apprezzare la bellezza di una macchina osservandola funzionare in accordo con i vincoli e le leggi della natura.
Relatore: Enrico Terrone - Università di Genova
Biografia
Enrico Terrone è professore ordinario di Estetica presso l’Università di Genova e responsabile scientifico del progetto ERC “The Philosophy of Experiential Artifacts”. Ha conseguito la laurea in Ingegneria Elettronica presso il Politecnico di Torino e il dottorato di ricerca in Filosofia presso l’Università di Torino. È stato ricercatore presso il Käte Hamburger Kolleg (Bonn), la FMSH (Parigi), l’Institut Jean Nicod (Parigi) e LOGOS (Barcellona). La sua ricerca riguarda il rapporto tra arte, tecnologia ed esperienza. Ha pubblicato articoli su riviste come Erkenntnis, Analysis, Synthese e The Philosophical Quarterly.
Un light lunch verrà servito al termine del Colloquium
Titolo dell'incontro di giovedì 26 marzo 2026 dalle ore 13:00 alle 14:30 è L'estetica dell'ingegneria in cui Vera Tripodi, docente di Etica della tecnologia del Politecnico di Torino, introdurrà l'intervento di Enrico Terrone, docente di Estetica presso l’Università di Genova e responsabile scientifico del progetto ERC “The Philosophy of Experiential Artifacts”.
Abstract
L’estetica del design verte tradizionalmente sul nesso tra forma e funzione, cioè su come l’apparenza degli artefatti tecnici entra in dialogo con lo scopo per cui sono stati progettati. Un oggetto di design è considerato bello quando appare adatto al suo scopo, quando la sua forma si accorda con la sua funzione. Solitamente si dà per scontato che l’estetica dell’ingegneria sia riducibile a quella del design. Sostengo invece che l’estetica dell’ingegneria vada distinta da quella del design perché non riguarda soltanto che cosa un artefatto fa, ma anche come lo fa. L’estetica dell’ingegneria non verte soltanto su forma e funzione, ma soprattutto sul funzionamento: non spiega soltanto perché una macchina appare adatta al suo scopo, ma si sofferma sui processi che contribuiscono alla realizzazione di tale scopo. In questo modo, l’estetica dell’ingegneria ci permette di apprezzare la bellezza di una macchina osservandola funzionare in accordo con i vincoli e le leggi della natura.
Relatore: Enrico Terrone - Università di Genova
Biografia
Enrico Terrone è professore ordinario di Estetica presso l’Università di Genova e responsabile scientifico del progetto ERC “The Philosophy of Experiential Artifacts”. Ha conseguito la laurea in Ingegneria Elettronica presso il Politecnico di Torino e il dottorato di ricerca in Filosofia presso l’Università di Torino. È stato ricercatore presso il Käte Hamburger Kolleg (Bonn), la FMSH (Parigi), l’Institut Jean Nicod (Parigi) e LOGOS (Barcellona). La sua ricerca riguarda il rapporto tra arte, tecnologia ed esperienza. Ha pubblicato articoli su riviste come Erkenntnis, Analysis, Synthese e The Philosophical Quarterly.
Un light lunch verrà servito al termine del Colloquium