Il “motore” del meteo europeo perde colpi
La corrente a getto del Nord Atlantico (jet stream) è uno dei principali regolatori del clima europeo: un intenso flusso d’aria da ovest verso est che guida tempeste e precipitazioni verso il continente. Nuove evidenze suggeriscono però che questo sistema stia cambiando comportamento: un nuovo studio pubblicato sulla prestigiosa rivista scientifica NatureCommunications Earth & Environment e condotto da ricercatori e ricercatrici del Politecnico di Torino, dell’Università di Padova e dell’Università di Leeds mostra infatti che la variabilità invernale della corrente a getto sta diminuendo in risposta alle emissioni legate alle attività umane.
Utilizzando una metodologia innovativa applicata ai dati storici del vento, il team di ricerca ha rilevato che, negli ultimi decenni,le oscillazioni della corrente, in termini di latitudine e inclinazione, si sono progressivamente ridotte. Un risultato chiave emerge dal confronto con i modelli climatici di ultima generazione: analizzando oltre 250 simulazioni climatiche, gli autori e autrici dello studio hanno registrato che il segnale di cambiamento nelle osservazioni è circa quattro volte più intenso rispetto a quello simulato.
“I modelli climatici concordano nel prevedere una riduzione della variabilità dovuta alle emissioni antropiche, ma il trend nelle re-analisi storiche (ERA5) si colloca ai margini dell’intervallo dei trend simulati – spiega Andrea Vito Vacca, dottorando al Dipartimento di Ingegneria dell’Ambiente, del Territorio e delle Infrastrutture-DIATI che ha firmato lo studio insieme al professor Jost von Hardenberg e alla già ricercatrice di Ateneo Katinka Bellomo – Questo indica che i modelli sottostimano la risposta dell’atmosfera ai gas serra, oppure che sottostimano la variabilità naturale del sistema, che potrebbe amplificare l’indebolimento”.
Le implicazioni per il clima invernale europeo sono significative. Un jet stream meno variabile potrebbe favorire condizioni meteorologiche più persistenti, aumentando il rischio di eventi estremi: precipitazioni più intense nel Nord Europa, in particolare nel Regno Unito, e periodi di siccità più frequenti nelle regioni mediterranee. Lo studio evidenzia come, per comprendere gli impatti del riscaldamento globale, sia quindi fondamentale monitorare i cambiamenti in atto nella dinamica atmosferica. Le discrepanze che stanno emergendo tra i modelli e le osservazioni suggeriscono infatti che il sistema climatico potrebbe essere più sensibile di quanto finora stimato.