IA e narrazione transmediale: al Politecnico si sperimentano nuovi mondi
Nel panorama della cultura digitale contemporanea, il Politecnico si conferma un laboratorio d’avanguardia capace di intrecciare ricerca, creatività e sperimentazione. Ne è un esempio l’hackathon transmediale “DMSTFCTN – Waluigi’s Purgatory”, che si è svolto lo scorso anno coinvolgendo studentesse e studenti del corso di laurea in Ingegneria del Cinema e dei Mezzi di Comunicazione in un’intensa esperienza progettuale. I risultati del loro lavorosono stati presentati al pubblico il 21 marzo scorso al MUFANT – Museo del Fantastico e della Fantascienza di Torino, nell’ambito della giornata “Immaginari in transito”, dedicata alle narrazioni che attraversano media diversi.
Al centro dell’iniziativa, l’opera interattiva Waluigi’s Purgatory (2024) del duo artistico dmstfctn, incentrata sulla storia di un’intelligenza artificiale intrappolata in un purgatorio per IA ingannevoli. A partire da questo universo narrativo, i partecipanti hanno sviluppato contenuti digitali interattivi – sequel, espansioni e storie parallele – utilizzando la piattaforma Stornaway e sperimentando nuove forme di narrazione.
L’hackathon è stato organizzato dal Collegio di Ingegneria Informatica, del Cinema e Meccatronica nell’ambito dell’insegnamento di Transmedia, coordinato da Domenico Morreale insieme a Laura Cossu, docenti a contratto del Dipartimento Interateneo di Scienze, Progetto e Politiche del Territorio-DIST, in collaborazione con Rizosfera e dmstfctn. Il progetto si è arricchito infatti del contributo di Francesco Tacchini, artista, docente e cofondatore di dmstfctn che ha condotto un seminario dedicato ai processi creativi e alle implicazioni dell’opera, e di Paolo Davoli, ideatore e membro di Rizosfera.
Più che un laboratorio, l’iniziativa si è configurata come uno spazio di riflessione critica sul ruolo delle intelligenze artificiali nella società contemporanea, mettendo in dialogo linguaggi diversi – dal cinema allo storytelling interattivo – in una prospettiva interdisciplinare.
L’esperienza evidenzia la capacità del Politecnico di costruire connessioni tra formazione, ricerca e produzione culturale, dialogando con istituzioni e realtà del territorio. In un contesto in cui le tecnologie digitali ridefiniscono continuamente le modalità di produzione e fruizione delle storie, iniziative come questa mostrano come l’università possa essere un motore attivo di innovazione e immaginazione.