Emmy Noether e il potere delle simmetrie: matematica, scienza e diritti in scena al Politecnico
Parlare di matematica oggi significa anche parlare di società, diritti e opportunità. In questa prospettiva si inserisce l’incontro “Matematica LiberaMente – Simmetrie: la mirabolante vita di Emmy Noether”, svoltosi mercoledì 11 marzo presso l’Aula 7 dell’Ateneo: una lezione-spettacolo dedicata a una delle figure più influenti della matematica del Novecento.
L’evento fa parte del ciclo Matematica LiberaMente, promosso dal Dipartimento di Scienze Matematiche “Giuseppe Luigi Lagrange”-DISMA nell’ambito di Prometeo Scuole, in collaborazione con Biennale Tecnologia e la Biblioteca Matematica Guido Fubini; un progetto che nasce con l’obiettivo di avvicinare gli studenti e le studentesse delle scuole secondarie di secondo grado al mondo della matematica attraverso un approccio originale e coinvolgente, capace di coniugare rigore scientifico e dimensione narrativa.
L’incontro dell’11 marzo ha visto la partecipazione dell’attrice Maria Celeste Carobene che si è esibita con un monologo scritto da Andrea Pennacchi, e del musicista Matteo Nicolin, con un intervento della professoressa Ada Boralevi. La formula della lezione-spettacolo ha intrecciato narrazione, musica e approfondimento scientifico, offrendo al pubblico un’esperienza accessibile e al tempo stesso ricca di contenuti.
Al centro dell’evento, la figura di Emmy Noether, tra le menti più brillanti del XX secolo. Il suo contributo alla matematica e alla fisica teorica è fondamentale: il teorema di Noether ha infatti chiarito il legame profondo tra le simmetrie della natura e le leggi di conservazione, diventando uno strumento imprescindibile per comprendere i principi della fisica moderna.
Accanto al valore scientifico del suo lavoro, l’incontro ha posto l’attenzione anche sul contesto storico e sociale in cui Noether operò. In un’epoca in cui alle donne era spesso negato l’accesso pieno alla carriera accademica, la matematica lavorò a lungo senza un incarico ufficiale e con riconoscimenti limitati, nonostante la stima di figure di primo piano come Albert Einstein.
Il racconto della sua vita ha offerto così lo spunto per una riflessione più ampia sul rapporto tra scienza e stereotipi di genere. Fin dall’infanzia, infatti, modelli culturali e aspettative sociali possono influenzare le scelte educative e professionali, contribuendo a orientare ragazze e ragazzi verso percorsi differenti.
In questo senso, la storia di Emmy Noether assume un valore che va oltre il suo straordinario contributo scientifico: diventa simbolo della necessità di superare barriere culturali e sociali ancora presenti. L’incontro ha quindi ribadito come il progresso della conoscenza sia strettamente legato alla possibilità di accesso equo all’istruzione e alla ricerca, e come il riconoscimento del ruolo delle donne nella scienza rappresenti un passaggio fondamentale per costruire un futuro più inclusivo.