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22/01/2026
In Ateneo

Un ponte tra medicina, tecnologia e Parkinson: l’innovazione al servizio della qualità della vita

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L'intervento del Prorettore Elena Baralis per i saluti istituzionali

È una malattia che cambia il corpo, il tempo e le abitudini quotidiane, imponendo nuove sfide a chi ne è colpito e a chi se ne prende cura: la malattia di Parkinson è stata al centro dell’evento Un ponte tra medicina, tecnologia e Parkinson: l’innovazione al servizio della qualità della vita che si è svolto oggi in Aula Magna. Un momento di dialogo tra ricerca scientifica, pratica clinica e bisogni reali delle persone, promosso dal Politecnico di Torino e da Biennale Tecnologia, in collaborazione con l’Associazione Amici Parkinsoniani Piemonte Onlus e con il Dipartimento di Elettronica e Telecomunicazioni-DET e il Dipartimento di Automatica e Informatica-DAUIN.

Ad aprire l’evento sono le parole del Prorettore Elena Maria Baralis: “Il Politecnico è un luogo in cui nascono innovazioni capaci di incidere concretamente sulla vita quotidiana. Anche nel campo del Parkinson, la ricerca scientifica è orientata a migliorare la qualità della vita delle persone: risultati che, pur non essendo sempre immediatamente applicabili, hanno il potenziale di trasformare in modo profondo e duraturo la pratica medica”. 

“Questo momento rappresenta in modo emblematico la filosofia del Politecnico e il principio che anima Biennale Tecnologia: ricercare e innovare, accompagnando la vita delle persone e ponendole al centro” aggiunge il professor Guido Saracco, curatore di Prometeo Tech Cultures e del festival Biennale Tecnologia che continua: “L’aumento dell’aspettativa di vita, frutto della rivoluzione industriale e del progresso scientifico, ha comportato anche una crescita delle patologie croniche. Diventa quindi indispensabile prepararsi ad affrontare le sfide poste da una popolazione che invecchia”.

La professoressa Carla Chiasserini, Vice Direttrice del Dipartimento di Elettronica e Telecomunicazioni-DET, sottolinea: “Molti studi sono finanziati con risorse pubbliche: è quindi fondamentale restituire valore alla società, adottando un approccio pragmatico e concreto, e mettendo in luce i risultati ottenuti con metodi scientifici rigorosi.”

A evidenziare l’importanza dell’interdisciplinarietà tra clinica e ricerca è il professor Marco Gazzoni, componente del Centro Interdipartimentale PolitoBIOMed Lab – Biomedical Engineering Lab, che conclude: “L’evoluzione tecnologica ha permesso grandi progressi, ad esempio grazie ai sensori. La stessa terapia non produce gli stessi effetti riabilitativi su tutti i pazienti: è quindi necessaria un’integrazione costante tra competenze, affinché le invenzioni non restino prototipi, ma diventino strumenti realmente utili.”

A seguire, ha preso la parola Giorgio Formica, Vicepresidente dell’Associazione Parkinson Piemonte, che ha portato la voce dell’Associazione, dei pazienti e dei caregiver, sottolineando il valore del confronto diretto tra persone con Parkinson, ricercatori e clinici.

L’intervento del professor Leonardo Lopiano, docente di Neurologia presso l’Università di Torino, ha offerto un approfondimento sugli aspetti clinici della malattia di Parkinson, delineandone la natura neurodegenerativa e le principali sfide assistenziali.
Lopiano ha condiviso i dati epidemiologici, ricordando come in Italia si stimino almeno 300.000 persone affette da Parkinson, con un numero destinato a raddoppiare entro il 2030. Ha inoltre sottolineato come la malattia non sia riconducibile al solo tremore, ma includa sintomi motori e non motori: rigidità, rallentamento, disturbi della postura, alterazioni del sistema autonomo, del sonno, della sfera sensoriale e psichica.

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La professoressa Gabriella Olmo del Dipartimento di Automatica e Informatica-DAUIN e il ricercatore Marco Ghislieri del Centro Interdipartimentale PolitoBIOMed Lab

Successivamente, la professoressa Gabriella Olmo del Dipartimento di Automatica e Informatica-DAUIN e il ricercatore Marco Ghislieri del Centro Interdipartimentale PolitoBIOMed Lab, hanno illustrato il contributo delle nuove tecnologie e dell’intelligenza artificiale nello sviluppo di strumenti innovativi per la diagnosi, il monitoraggio e la riabilitazione delle persone con Parkinson. È stato evidenziato come la tecnologia possa offrire benefici immediati, migliorando la qualità della vita di pazienti e familiari, attraverso reti multidisciplinari, dispositivi indossabili e sistemi di monitoraggio continuo. 
I dispositivi, spesso invisibili e integrati nella quotidianità, includono accelerometri, sensori inerziali, EMG, microfoni e solette sensorizzate.

La raccolta dati realizzata dal gruppo di ricerca coordinato dalla professoressa Olmo ha riguardato 362 pazienti per 607 ore di registrazione, consentendo di cogliere la specificità del singolo individuo: in questo contesto, l’intelligenza artificiale aiuta a individuare pattern complessi nei dati relativi a movimento, voce, scrittura e immagini cerebrali, soprattutto nelle fasi iniziali della malattia. L’IA non sostituisce il clinico né il processo decisionale, ma ne potenzia la capacità di osservazione.

Il programma è proseguito con l’intervento della ricercatrice Claudia Ferraris del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR – IEIIT), che ha presentato le più recenti scoperte sull’uso del movimento, del gioco e degli exergames come strumenti riabilitativi. L’attività fisica, per essere efficace, deve essere costante e motivante: la tecnologia consente di trasformarla in un’esperienza ludica e coinvolgente, favorendo continuità domiciliare, feedback e gratificazione. 

A chiudere l’incontro, la testimonianza di Irene Sartirana, che ha condiviso il proprio percorso personale dopo la diagnosi ricevuta nel 2012, offrendo uno sguardo autentico e toccante sulle difficoltà, sulla resilienza e sulle speranze che accompagnano la vita con la malattia di Parkinson.

A scandire gli interventi sono stati Luca Graziani, Project Manager per gli Aspetti Artistici di Eventi e Manifestazioni Culturali, e Massimiliano Rapetti, Esperto di dominio per l’Organizzazione di Eventi Formativi, e a dare armonia al susseguirsi dei contributi, l’intermezzo musicale a cura di Pierfrancesco Maria Settimi, studente del Dipartimento Energia “Galileo Ferraris”- DENERG.