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26/06/2026
Ricerca e innovazione

Torino al centro della ricerca sull’energia termica: il Politecnico ospita il convegno UIT 2026

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Il Rettore Stefano Corgnati dà il benvenuto ai partecipanti della 43ª UIT International Heat Transfer Conference, ospitata dal Politecnico di Torino dal 22 al 24 giugno 2026

Dalla produzione di energia ai processi industriali, dal funzionamento dei dispositivi elettronici alla sostenibilità delle città, la termofluidodinamica – la scienza che studia come il calore si genera, si trasferisce e si trasforma in relazione al comportamento dei fluidi – è oggi al centro delle grandi sfide globali. Comprendere e ottimizzare questi processi significa ridurre sprechi, migliorare l’efficienza e progettare tecnologie capaci di rispondere alle urgenti richieste della transizione energetica.

Dal 22 al 24 giugno 2026 il Politecnico di Torino è stato il punto di riferimento internazionale per la comunità scientifica che si occupa di queste tematiche, ospitando la 43ª edizione della UIT International Heat Transfer Conference. Un appuntamento che ha portato in città oltre 180 ricercatrici, ricercatori, professionisti e rappresentanti dell’industria per confrontarsi su uno dei temi più cruciali per il futuro: lo studio e la gestione del calore e dei fenomeni termici.

La conferenza è organizzata dall’Unione Italiana Termofluidodinamica insieme al Dipartimento Energia “Galileo Ferraris”, che da anni sviluppa attività di ricerca di frontiera e collaborazione con partner accademici e industriali a livello globale su queste tematiche. I Chair di questa edizione sono stati i professori Pietro Asinari (DENERG e Istituto nazionale di Ricerca Metrologica – INRiM) ed Eliodoro Chiavazzo (DENERG), mentre il professore Matteo Fasano (DENERG) è stato il Coordinatore del Comitato Organizzatore.

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Il professor Pietro Asinari (DENERG e INRiM), Chair della 43ª UIT International Heat Transfer Conference, durante il suo intervento

Il convegno rappresenta uno spazio aperto di dialogo tra discipline e competenze diverse, con l’obiettivo di condividere risultati, metodologie e prospettive di sviluppo nel campo delle scienze termiche. Durante le tre giornate sono stati presentati studi sperimentali, analitici e numerici, offrendo una fotografia aggiornata dello stato dell’arte della ricerca, ma anche nuove chiavi di lettura per affrontare le sfide della transizione energetica.

Hanno aperto ciascuna giornata tre keynote speaker di altissimo livello: il professore Christos Markides, referente del Clean Energy Processes (CEP) Laboratory presso Imperial College London; il professore Simone Mancin dell’Università di Padova ed il professore Marco Marengo dell’Università di Pavia, che è anche World President del Institute of Liquid Atomisation and Spray Systems. Le tre relazioni dei keynote sono state l’occasione per fare il punto a livello mondiale dei progressi fatti sui temi delle tecniche ottiche avanzate per investigare i fenomeni di scambio termico, delle opportunità offerte dalle soluzioni realizzate mediante la manifattura additiva e dei progressi offerti della modellazione multi-scala per studiare i fenomeni termici multi-fase.

I temi affrontati sono stati ampi e trasversali: si va dai meccanismi fondamentali di conduzione, convezione e radiazione, fino alle applicazioni nei sistemi energetici e nelle infrastrutture complesse. Grande attenzione è stata dedicata anche alle frontiere più avanzate della disciplina, come i fenomeni di trasporto su scala micro e nano, la fluidodinamica multifase, l’uso di tecniche sperimentali innovative e la simulazione numerica attraverso la computational fluid dynamics (CFD). 

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cambio di idee e risultati di ricerca durante la sessione poster della conferenza UIT 2026
Scambio di idee e risultati di ricerca durante la sessione poster della conferenza UIT 2026

Accanto a questi ambiti consolidati, emergono con forza anche i nuovi approcci interdisciplinari: l’introduzione del machine learning nella modellazione dei materiali e dei processi termici, così come lo sviluppo di metodi multiscala, testimoniano un settore in rapida evoluzione, capace di integrare conoscenze tradizionali e strumenti digitali avanzati. 

Il valore del convegno, tuttavia, non si esaurisce nella dimensione scientifica. UIT 2026 è anche un momento di networking e costruzione di relazioni, in cui il confronto diretto tra università, centri di ricerca e industria apre la strada a nuove collaborazioni e progetti condivisi. In questo senso, le visite guidate all’Energy Center ed all’Istituto nazionale di Ricerca Metrologica (INRiM) hanno rappresentato un’opportunità per valorizzare il tessuto locale. La presenza di una comunità internazionale, con delegati da provenienti da USA, Spagna, Cina, Algeria, Canada, Giappone, Turchia, Inghilterra, Francia e Russia, contribuisce a rafforzare il posizionamento di Torino come città della conoscenza, capace di coniugare tradizione industriale e innovazione.

Pietro Asinari (DENERG e INRiM) ed Eliodoro Chiavazzo (DENERG), Chair della conferenza, commentano: “UIT 2026 ha confermato la straordinaria vitalità della comunità scientifica che opera nel campo della termofluidodinamica e il ruolo sempre più centrale che questa disciplina riveste nell'affrontare le sfide della transizione energetica. Il confronto tra ricercatrici e ricercatori provenienti da tutto il mondo ha evidenziato come l'integrazione tra ricerca fondamentale, innovazione tecnologica e applicazioni industriali sia oggi la chiave per sviluppare soluzioni sempre più efficienti e sostenibili. Siamo particolarmente soddisfatti di aver ospitato questo appuntamento al Politecnico di Torino, valorizzando un ecosistema di ricerca che vede università, enti di ricerca e imprese collaborare per generare conoscenza e innovazione con un impatto concreto sulla società”.