Spring Festival Symposium 2026: l’Ateneo nel confronto internazionale a Pechino
Nell’ambito delle strategie di internazionalizzazione dell’Ateneo e con l’obiettivo di rafforzare le sinergie scientifiche con la Cina, il professor Giuseppe Carlo Marano del Dipartimento di Ingegneria Strutturale, Edile e Geotecnica-DISEG è stato tra i 67 esperti internazionali invitati al 2026 Spring Festival Symposium with Foreign Experts, svoltosi il 13 febbraio presso la Great Hall of the People a Pechino.
L’incontro, presieduto dal Premier Li Qiang, ha riunito i vincitori del Chinese Government Friendship Award 2025 e rappresentanti della comunità scientifica internazionale per discutere le priorità strategiche legate all’innovazione e alla modernizzazione, nel quadro della definizione del 15° Five-Year Plan (2026–2030), destinato a orientare lo sviluppo economico e sociale della Repubblica Popolare Cinese nel prossimo quinquennio.
All’evento hanno partecipato, inoltre, venti rappresentanti del Governo cinese, tra cui il Vice Premier, ministri e alti funzionari, insieme aesperti provenienti da 32 Paesi, tra cui Regno Unito, Germania, Francia, Stati Uniti, Italia, Russia e Ucraina. Il simposio ha ricevuto ampia copertura da parte dei principali media nazionali cinesi, tra cui CCTV News e China Daily, a conferma della sua rilevanza istituzionale e internazionale.
Il professor Marano è attualmente impegnato in attività accademiche e di ricerca presso la Henan University of Technology, nell’ambito delle iniziative del China Center del Politecnico.
Riconosciuto a livello internazionale per i suoi contributi nel campo dell’Intelligenza Artificiale applicata all’Ingegneria Civile e Strutturale, il docente ha rappresentato l’Ateneo nel dialogo scientifico globale su temi quali innovazione tecnologica, infrastrutture sostenibili e sviluppo di lungo periodo.
Sul valore della cooperazione scientifica, il professor Marano ha rimarcato: “In un contesto globale segnato da profonde trasformazioni geopolitiche e da crescenti tensioni internazionali, la cooperazione scientifica assume un valore che trascende la dimensione accademica. La ricerca costituisce infatti uno dei più solidi strumenti di dialogo tra le nazioni, fondato su linguaggi condivisi, rigore metodologico e obiettivi comuni di progresso. Il confronto tra comunità scientifiche di Paesi diversi contribuisce a rafforzare la fiducia reciproca, promuovere la comprensione interculturale e sostenere una visione dello sviluppo orientata alla sostenibilità e alla responsabilità globale”.