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18/02/2026
Ricerca e innovazione

Matematica e STEM: un’opportunità per il futuro di bambine e bambini indiani

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Oltre 300 bambini tra i 6 e i 12 anni, provenienti da scuole di diverse province dell’India, hanno partecipato al webinar internazionale ascoltando l’esperienza di Maria Giulia Ballatore del DISMA

Esistono moltissimi modi per trasmettere l’amore per la matematica – e più in generale per le materie STEM – e per far capire che lo studio può essere un’opportunità preziosa, in qualsiasi Paese ci si trovi.

Con questo intento, Maria Giulia Ballatore del Dipartimento di Scienze Matematiche “G. L. Lagrange”-DISMA ha preso parte al webinar internazionale "From Circuits to Classrooms: An Engineer's Journey in Education", organizzato dalla iExplore Foundation for Sustainable Development in partnership con IEEE e rivolto a più di 300 bambine e bambini tra i 6 e i 12 anni che frequentano scuole pubbliche e private in differenti province dell’India.

Il webinar è stato organizzato nell’ambito dell’iBridge Program, una iniziativa techno-culturale cross-border per l'empowerment di studenti e studentesse di aree svantaggiate del mondo da iExplore Foundation, un'organizzazione globale senza scopo di lucro impegnata a promuovere l'innovazione, l'istruzione e l'empowerment sociale. Attraverso programmi strategici e collaborazioni, l’organizzazione mira a colmare il divario tra talento e opportunità, garantendo che gli individui, indipendentemente dal loro background, abbiano accesso a risorse che consentano una crescita personale e professionale attraverso la scienza e le tecnologie. 

Maria Giulia Ballatore è stata chiamata a raccontare la sua storia personale e professionale: dal 2024 è Vice Chair Educational Activities di IEEE Education Society Young Professionals Adhoc Committee, e ha condiviso con le classi indiane il proprio viaggio dai circuiti elettrici alle aule universitarie, dall'ingegneria alla ricerca educativa e personale, da rappresentante degli studenti in Senato Accademico a mamma di tre bambini. 

Attraverso anche immagini suggestive del Piemonte, aneddoti personali e spiegazioni semplici ed immediate, ha mostrato alle giovani studentesse e studenti come sia possibile coniugare ricerca scientifica, innovazione didattica e vita familiare, promuovendo le carriere STEM come percorsi inclusivi ricchi di opportunità internazionali. 

Il messaggio è arrivato forte e chiaro a una platea attentissima, curiosa, preparata, che ha rivolto molte domande rivelando un sincero interesse per le opportunità di studio e di vita che offrono l’Ateneo e la città di Torino: “È importante costruire reti di supporto solide, cercare figure di mentorship significative, imparare a stabilire priorità e accettare con serenità l'imperfezione. La vera chiave del successo - ha concluso la ricercatrice - risiede in un cambio di prospettiva: invece di chiedersi 'Cosa scelgo tra carriera accademica e famiglia?', provate a chiedervi 'Come posso far funzionare bene entrambe in modo complementare?'”.