Inaugurato VALE, il nuovo polo culturale del Valentino: laboratorio permanente di cittadinanza e cultura
Intorno alla nuova Biblioteca Centrale nei padiglioni recuperati di Torino Esposizioni, che aprirà le porte al pubblico entro la fine dell’anno, sorgerà un polo culturale che coinvolgerà l’intera area del Valentino: il Parco, il Teatro Nuovo, il Borgo, l’Orto Botanico, gli spazi dell’Università su corso Massimo d’Azeglio e – punto nevralgico del progetto di valorizzazione e ampliamento degli spazi per didattica, ricerca e terza missione dell’Ateneo sull’asse del Po – il nuovo Campus di architettura, design e pianificazione del Politecnico, che troverà spazio proprio nei padiglioni a fianco della nuova Biblioteca. Il polo si chiamerà VALE, abbreviazione di Valentino ma anche esortazione a non dimenticare il valore della cultura.
Proprio con questo intento, accanto alla riqualificazione degli spazi, VALE prevederà anche una programmazione culturale diffusa, anticipata già a novembre dagli eventi off de “La biblioteca immaginaria” e destinata a entrare nel vivo nel 2027 con “Bosco Civico” e con alcune delle principali manifestazioni cittadine. Al centro del Polo sarà la nuova Biblioteca Centrale, aperta, gratuita e accessibile, che affiancherà ai servizi di lettura, studio e accesso alla conoscenza una programmazione continuativa per scuole, famiglie e adulti, costruita insieme a istituzioni culturali, associazioni e comunità del territorio.
Città di Torino, Università e Politecnico, Fondazione CRT e Fondazione Compagnia di San Paolo, istituzioni culturali e partner privati mettono insieme risorse, competenze, capacità progettuale e investimenti, costruendo un modello di collaborazione capace di dare forza e continuità a una trasformazione di questa scala.
“Quello che sta prendendo forma al Valentino – spiega il Sindaco Stefano Lo Russo, che oggi ha presentato l’iniziativa – è uno dei più grandi progetti urbani della storia recente di Torino. Un progetto che tiene insieme cultura, università, ricerca, formazione, natura e spazio pubblico e che dà una nuova dimensione a uno dei luoghi più identitari e amati della città: un grande polo culturale integrato che già oggi colloca il Valentino tra le esperienze più rilevanti a livello europeo. Proprio la forza e la ricchezza di questo sistema ci hanno portato, insieme a tutti i partner, a scegliere un’identità e una narrazione unitarie. VALE racconta questa visione: luoghi diversi, funzioni diverse e comunità diverse che diventano parte di un unico grande progetto urbano, aperto, accessibile e vivo durante tutto l’anno”.
Il “nuovo” Valentino sarà quindi un luogo di cultura, formazione e ricerca avanzata, un punto di riferimento per gli e le studenti degli atenei torinesi che sono tra i principali partner del progetto.
A questa visione il Politecnico di Torino contribuisce con un patrimonio di storia, ricerca e progettualità che da oltre un secolo e mezzo ha il proprio cuore in questi luoghi. L’Ateneo partecipa infatti al Polo con la propria vocazione di istituzione aperta alla città, radicata nel Castello del Valentino fin dalla fondazione nel 1859 della Scuola di Applicazione per gli Ingegneri che proprio nella residenza sabauda sul Po aveva la propria sede, e oggi protagonista di uno dei più importanti investimenti urbani in corso a Torino.
L’impegno del Politecnico prende forma nel nuovo Campus che nascerà dalla riqualificazione dei padiglioni storici 1, 3A e 3B dell’ex Torino Esposizioni, che estendono gli spazi per ricerca, didattica e terza missione già disponibili al Castello del Valentino e presso l’Istituto “Galileo Ferraris”. Il progetto porterà nel cuore del Parco del Valentino aule, luoghi di studio e di vita universitaria aperti alla città – con un investimento in corso da parte dell'Ateneo di circa 50 milioni di euro – e un approccio progettuale orientato alla sostenibilità: più verde, corti riqualificate, superfici de-impermeabilizzate, i più alti standard energetici e ambientali.
Il disegno complessivo unisce in un grande asse verde le due sedi dell'Ateneo, quella storica e la nuova, valorizzando sia gli spazi barocchi e ottocenteschi del Castello del Valentino (iscritto alla World Heritage List Unesco dal 1997, nel quadro delle Residenze Sabaude), sia lo straordinario monumento architettonico del complesso dell’ex Torino Esposizioni: un unico vasto “living lab” di sperimentazione negli ambiti del progetto e della conservazione. Tale visione restituisce al Valentino il suo naturale ruolo di luogo di cultura, formazione e incontro per tutta la città, in piena sintonia con gli altri soggetti del Polo.
Si tratta di un tassello cardine del più ampio Masterplan di Ateneo: “Il progetto del Campus dell’Architettura, del Design e della Pianificazione Urbana all’interno del Valentino è un tassello importante del programma di mandato PoliTo2030, un investimento che porterà gli spazi dell’Ateneo a oltre 300mila metri quadrati entro il 2030 – commenta il Rettore Stefano Corgnati – In questo disegno, il Polo Culturale del Valentino rappresenta un contesto naturale e strategico, nel quale ricerca, alta formazione e rapporto con la città possono incontrarsi. Con questo progetto non solo si rafforza il legame del Politecnico con il territorio, con le sue istituzioni e con il sistema produttivo, ma anche si attribuisce piena vitalità a uno dei luoghi simbolo della trasformazione urbana di Torino. In questi spazi, aperti alla città, a ridosso del fiume e all’interno di uno dei suoi parchi più importanti, studenti, ricercatrici e ricercatori potranno lavorare e formarsi in un ambiente di grande qualità e di respiro internazionale. Il Valentino sarà così anche un laboratorio di sperimentazione, capace di alimentare il dibattito e l’innovazione sui temi dell’architettura, del design e della pianificazione urbana”.