Nuova policy di sostegno per dottorandi e dottorande provenienti da zone di conflitto
Il Senato Accademico ha approvato oggi la nuova policy di Ateneo dedicata ai dottorandi e alle dottorande provenienti da Paesi interessati da conflitti armati, con l’obiettivo di garantire continuità ai percorsi di ricerca e tutela della carriera accademica in situazioni di particolare fragilità.
L’iniziativa, che va ad aggiungersi a quelle dedicate a studentesse e studenti, nasce a seguito dell’aggravarsi del contesto geopolitico internazionale e dell’aumento dei conflitti che coinvolgono numerosi Paesi, condizioni che possono incidere significativamente sul regolare svolgimento dei percorsi di dottorato. La policy introduce infatti un meccanismo straordinario di supporto che consente ai dottorandi e alle dottorande provenienti da aree di conflitto di ottenere una dilazione temporale delle valutazioni annuali, senza sospendere la carriera né interrompere l’erogazione della borsa di studio. L’obiettivo è evitare conseguenze accademiche, amministrative e personali derivanti dalle difficoltà umanitarie e operative causate dai conflitti, preservando allo stesso tempo la continuità delle attività di ricerca e lo status di studente.
La misura – elaborata dal gruppo di lavoro composto dalla Direzione della Scuola di Dottorato, dal Prorettorato alla Formazione, dal Nucleo Dottorato e da rappresentanti del Senato Accademico e della componente dottorale – si applicherà ai candidati e alle candidate provenienti da Paesi identificati attraverso liste ufficiali internazionali già utilizzate dal Politecnico.
Nello specifico viene prevista la possibilità di una proroga del percorso di dottorato fino a sei mesi, attivabile al termine del triennio qualora necessario. Durante questo periodo, i dottorandi e le dottorande provenienti da zone di conflitto manterranno tutti i benefici connessi al proprio status, inclusa la possibilità di permanenza in Italia fino all’esame finale. Per garantire equità, il finanziamento delle eventuali mensilità aggiuntive non sarà a carico dei supervisor o dei gruppi di ricerca, ma verrà sostenuto attraverso uno specifico fondo di Ateneo.
“L’intervento è coerente con le politiche di inclusione e sostenibilità dell’Ateneo e si inserisce nel quadro delle azioni dedicate al sostegno degli studenti e delle studentesse in condizioni di fragilità, inclusi rifugiati e studenti provenienti da contesti sociali ed economici complessi. Con questa iniziativa, l’Ateneo conferma il proprio impegno a favore della tutela del diritto allo studio e del sostegno alla comunità internazionale della ricerca”, commenta il Rettore Stefano Corgnati.