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16/04/2026
In Ateneo

Al via Biennale Tecnologia 2026: alla ricerca di soluzioni per un futuro migliore

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Il Rettore Stefano Corgnati

Si è aperta ieri la V edizione di Biennale Tecnologia, la manifestazione culturale organizzata e promossa dal Politecnico, che con il tema “Soluzioni” propone una riflessione su come affrontare le grandi transizioni del nostro tempo – ambientali, energetiche, sociali, culturali e digitali – con l’obiettivo di individuare risposte concrete, praticabili e condivise. 

I primi appuntamenti hanno già confermato il grande interesse del pubblico, con eventi ad alta partecipazione fin dall’avvio della manifestazione.
Tra questi, la lectio magistralis di inaugurazione, che ieri ha aperto il programma in Aula Magna con l’intervento di Alessandro Vespignani, tra i massimi esperti a livello internazionale nello studio dei sistemi complessi e delle dinamiche delle reti, preceduta dai saluti istituzionali del Rettore Stefano Corgnati e introdotta dal professor Guido Saracco, curatore scientifico di Biennale Tecnologia. 

“Questo è uno dei grandi compiti dell’Università: aprirsi sempre più al dialogo con la società e diventare un attore nel dibattito pubblico che aiuti a interpretare la bellezza dell’innovazione tecnologica. – ha dichiarato il Rettore Stefano Corgnati, inaugurando ufficialmente la manifestazione – Da questa visione nasce Biennale Tecnologia, inserita tra le attività di Terza Missione del Politecnico. In un tempo segnato da una trasformazione digitale profonda e accelerata, che ridefinisce il nostro modo di vivere, lavorare e pensare, l’Ateneo assume un duplice ruolo: motore di innovazione e sviluppo per il territorio e, al tempo stesso, interprete attivo del cambiamento, capace di leggerne le dinamiche e renderle comprensibili e accessibili. In questa prospettiva, la V edizione si amplia e assume una dimensione diffusa: non solo apre i laboratori e condivide i risultati della ricerca, ma si estende in oltre 20 sedi cittadine. Un percorso che attraversa luoghi diversi, incontra pubblici eterogenei e utilizza linguaggi molteplici, con l’obiettivo di avvicinare la tecnologia alle persone e integrarla pienamente nel dibattito pubblico”.

A seguire, ha preso la parola Guido Saracco, curatore scientifico della manifestazione: “Biennale Tecnologia è un progetto che negli anni si è evoluto, diventando sempre più ricco e aperto alla società. Con questa edizione si configura come uno spazio di dialogo in cui la conoscenza esce dall’accademia e incontra cittadini, scuole e mondo culturale, unendo linguaggi diversi, dal teatro ai media digitali, per raccontare la complessità del presente. Il tema di quest’anno, “Soluzioni”, invita a riflettere sulle grandi transizioni del nostro tempo con l’obiettivo di individuare risposte concrete e condivise, a partire dalla lectio magistralis di Alessandro Vespignani”. 

Nel suo intervento, La co-evoluzione di esseri umani e intelligenza artificiale, Vespignani ha approfondito il tema della relazione dinamica tra persone e sistemi algoritmici, evidenziando come le nostre scelte alimentino gli algoritmi e come questi, a loro volta, orientino preferenze, comportamenti e visioni del mondo. “Siamo già immersi in un sistema ibrido in cui uomini e macchine interagiscono continuamente e quello che dobbiamo fare non è domandarci se le intelligenze artificiali pensano come noi, o se sono pericolose, ma dobbiamo capire come misurare in modo scientifico l’impatto che queste macchine già hanno e avranno ancora di più nei prossimi anni nel cambiare la società. Questo anche in modo da fornire alle agenzie di regolazione in questa materia degli strumenti nuovi, solidi come quelli già utilizzati in altri ambiti come ad esempio quello dell’analisi economica”, conclude Vespignani. 

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Talk di apertura di Framing Problems, mostra di Biennale Tecnologia e Fondazione Sandretto Re Rebaudengo

La giornata inaugurale è proseguita alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, con il talk di apertura di Framing Problems, la mostra di Biennale Tecnologia e Fondazione Sandretto Re Rebaudengo

Il progetto espositivo, diffuso in alcuni dei luoghi più suggestivi di Torino, presenta il lavoro di otto artisti internazionali e propone una riflessione sulle grandi trasformazioni tecnologiche contemporanee, riportando al centro lo sguardo critico dell’essere umano. Attraverso il racconto diretto delle opere, il dialogo ha offerto al pubblico l’opportunità di esplorare come l’arte possa aiutarci ad abitare il presente in modo consapevole, trasformando la complessità digitale in uno spazio di partecipazione e riflessione.
Al talk sono intervenuti il Rettore Stefano Corgnati, la fondatrice e presidente della Fondazione Patrizia Sandretto Re Rebaudengo, il curatore scientifico di Biennale Guido Saracco, l’artista e ingegnera Xin Liu, il regista Diego Marcon, il direttore artistico del New Museum di New York Massimiliano Gioni, il presidente di Sineglossa e curatore della sezione mostre per Biennale Tecnologia Federico Bomba e il Senior Curator alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo Bernardo Follini. Al termine dell’incontro, è stata possibile la visita alla mostra.

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Marco Paolini per lo spettacolo Dov’è il Po?

Anche lo spettacolo Dov’è il Po? ha registrato il tutto esaurito in chiusura della prima giornata: andato in scena alle OGR Torino, ha visto la Sala Fucine completamente gremita. 

Con i testi di Marco Paolini e Giulio Boccaletti, il racconto intreccia dimensione autobiografica e riflessione civile, mettendo al centro il fiume Po come realtà non solo geografica, ma anche storica e politica. 
Attraverso la storia del “Po di sopra”, dal Ticino al ponte della Becca, lo spettacolo ha offerto una lettura del territorio come sistema complesso, in cui acqua, paesaggio e società si influenzano reciprocamente, invitando a ripensare il rapporto tra esseri umani e ambiente.
Un invito a guardare il fiume non solo per dove scorre, ma per ciò che rivela del nostro modo di abitare il territorio.

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Biennale Tecnologia proseguirà fino a domenica con più di 120 appuntamenti tra lezioni, dibattiti, incontri, mostre e spettacoli, tutti ad accesso gratuito e con tanti ospiti internazionali, tra cui: Stefano Accorsi, Silvia Bencivelli, Paolo Benanti, Mitchell Baker, Dario Bressanini, Maccio Capatonda, Maurizio Cheli, Andrea Colamedici, Michael Crawley,  Marcus du Sautoy, Dario Fabbri, Maurizio Ferraris, Karen Hao,  Joe R. Lansdale, Riccardo Luna, Linus, Daniel Oberhaus, Marco Paolini, Telmo Pievani, Chen Qiufan, Daniel Susskind,  Hito Steyerl, Mariarosaria Taddeo, Giorgio Vallortigara, Jacopo Veneziani, Gustavo Zagrebelsky.
 

Le sedi

La V edizione di Biennale Tecnologia si distingue per la sua presenza diffusa nello spazio urbano: quest’anno infatti la manifestazione non si limita a coinvolgere gli ambienti accademici del Politecnico di Torino, che rimane la sede centrale, ma si estenderà in maniera diffusa e capillare nella città. Le sedi che accoglieranno il programma di Biennale Tecnologia saranno: Circolo dei lettori e delle lettrici, Accademia delle Scienze di Torino, Oratorio di San Filippo Neri, Museo Nazionale del Risorgimento Italiano, Teatro Regio, Piazza San Carlo, Teatro Carignano, Unione Industriali Torino, OGR Torino, Teatro Vittoria, CAP10100, Conservatorio Statale di Musica “Giuseppe Verdi” di Torino, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, Museo Egizio, Palazzo Birago - Camera di commercio di Torino, Museo Nazionale del Cinema, Museo Nazionale dell’Automobile, Gallerie d’ItaliaTorino, Area X, XKè? Il laboratorio della curiosità.

Spettacoli e mostre per raccontare la tecnologia

L’edizione di Biennale Tecnologia 2026 dà grande rilievo alla relazione tra tecnologia e mondi espressivi tradizionalmente distanti dalle discipline tecniche, attraverso i format delle esposizioni artistiche e del teatro.

Parte integrante della manifestazione sono infatti le due mostre in programma curate da Federico Bomba, presidente di Sineglossa – Framing Problems e Dati sensibili – e l’installazione BLACK-OUT. Energia, interazioni e mitocondri a cura di Vincenzo Guarnieri

Un focus particolare nel programma di quest’anno è stato posto anche sugli spettacoli teatrali: saranno 8, di cui 7 produzioni realizzate in partnership dal Politecnico di Torino – Prometeo Tech Cultures.

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Team studenteschi, Tecnologia diffusa e Politecnico Aperto

Tornano anche quest’anno i format tradizionali della Biennale. Si parte con Politecnico Aperto, che invita i cittadini a entrare nei laboratori e negli spazi dell’Ateneo, con attività, incontri, esperimenti e workshop. Tecnologia in piazza torna nel weekend in Piazza San Carlo con i team studenteschi del Politecnico che presenteranno i loro prototipi e progetti. Infine, con Tecnologia diffusa incontri, laboratori, dialoghi e attività partecipative su scienza e innovazione si sposteranno anche fuori dalle sedi centrali e dentro i quartieri di Torino e dell’area metropolitana, in collaborazione con le Biblioteche Civiche Torinesi, le Case di Quartiere e altri centri culturali e spazi associativi.

Scuole e famiglie

Anche quest’anno, Biennale Tecnologia aderisce al progetto della Città Torino Futura, dedicato a promuovere la conoscenza, l’innovazione e la cultura scientifica tra le nuove generazioni.

Con il Campus di Biennale, il Politecnico ospita gratuitamente 200 studenti provenienti da scuole secondarie di tutta Italia, che parteciperanno agli incontri in programma e ad attività a loro dedicate.. 

Torna poi anche quest’anno lo Spazio 0-14, con stand e laboratori curati da ricercatori e associazioni per portare i temi di scienza e tecnologia a misura di bambini e bambine, ragazzi e ragazze delle scuole primarie e secondarie di primo grado e delle loro famiglie. Giovedì 16 e venerdì 17 lo spazio è allestito al Politecnico, mentre sabato 18 e domenica 19 si sposterà in Area X di Intesa Sanpaolo Protezione.
 



L’accesso è libero e gratuito per tutti gli incontri, con l’eccezione degli spettacoli e di alcune attività, per i quali è ancora possibile prenotare online gli ultimi posti. Il programma completo è disponibile online.