Minuto di rumore
24/11/2023
In Ateneo

Un minuto di rumore per Giulia Cecchettin (e non solo)

"Per lei e tutte le altre vittime non resteremo in silenzio". Ispirati dalle parole della sorella di Giulia Cecchettin, la giovane studentessa di ingegneria vittima di femminicidio, i cortili e le sedi principali del Politecnico si sono oggi riempiti di studenti e rappresentanti di tutta la comunità politecnica che hanno voluto ricordare con un minuto di rumore Giulia e tutte le vittime di femminicidio.

Il momento di ricordo è stato organizzato dal Comitato Unico di Garanzia, a valle di stimoli ricevuti dalle studentesse WeAreHERe e dal Collettivo Alan Turing, in occasione della Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le Donne e in aggiunta agli eventi già in programma in Ateneo sul tema di molestie e violenza.

“Il rumore ci deve ricordare di tenere sempre alta l'attenzione e fare ognuno e ognuna di noi la nostra parte, consapevoli che a importanti momenti di ricordo è necessario affiancare azioni concrete e ricorrenti da parte di tutte le istituzioni, a partire da quelle accademiche”, ha sottolineato il Comitato Unico di Garanzia.

Nella sede centrale di Corso Duca degli Abruzzi, al Castello del Valentino e a Mirafiori, brevi interventi hanno accompagnato la celebrazione. La Prorettrice Laura Montanaro ha ringraziato per la numerosa partecipazione, ricordando l’importanza di avere in università una “coscienza viva”.

È seguito l’intervento della Vice Presidente del CUG Fernanda Torre, che ha letto la poesia di Mary Simmerling in cui una vittima di stupro risponde alla domanda: “Cosa indossavi?”. Una domanda posta troppe volte, come se fosse quello l’importante, l’aspetto da sottolineare per capire cosa è successo, cosa ha scatenato la violenza.

“I minuti di silenzio di questi anni non sono bastati, quindi oggi facciamo rumore”, ha sottolineato la rappresentante di WeAreHERe Leila Rizzo. “Giulia era una nostra collega, studiava ingegneria. Poteva succedere a ognuna di noi e la panchina rossa che vediamo tutti i giorni entrando al Politecnico deve ricordarci che il problema è sistemico”. Ha poi ricordato le parole della sorella di Giulia, che ha sottolineato le origini patriarcali della cultura dello stupro, che legittima i comportamenti che ledono la figura della donna: “Ogni uomo viene privilegiato da questa cultura. Non tutti gli uomini, certo, ma sono tutti uomini quelli che sono privilegiati. Nessun uomo è buono se non fa nulla per smantellare la società che li privilegia tanto”.

Il Collettivo Alan Turing ha ricordato, infine, l’importanza di creare spazi sicuri per tutti quelli e quelle che ne hanno bisogno, appartenenti alla comunità LGBTQ+, oppure no.

La presidente del Comitato Unico di Garanzia Tania Cerquitelli ha concluso ringraziando la comunità del Politecnico che non è voluta mancare all'appuntamento e incoraggiando a favorire un clima di rispetto reciproco in qualunque ambiente, interno ed esterno all'università. "Ricordiamoci che è necessario mantenere alta l'attenzione sul tema delle molestie e delle violenze tutti i giorni dell'anno, non solo in queste giornate particolari o quando si verificano episodi che ci colpiscono profondamente, come quello che ha coinvolto Giulia Cecchettin", ha concluso.