Riapre l’Ecomuseo Urbano EUT3 della Circoscrizione 3: un laboratorio aperto sul territorio
Ha riaperto il 22 settembre l’Ecomuseo Urbano EUT3 della Circoscrizione 3, al termine di un percorso promosso dal Politecnico di Torino in collaborazione con la Circoscrizione 3 della Città di Torino, l’ANPI – Associazione Nazionale Partigiani d’Italia, Sezione Dante Di Nanni, e MinD – Mad in Design, che ha portato alla sottoscrizione di un Patto di Collaborazione per il governo condiviso dell’Ecomuseo. Alla presentazione sono intervenuti la Vicesindaca della Città di Torino Michela Favaro, l’Assessore al Welfare, Diritti e Pari opportunità Jacopo Rosatelli, il Vicerettore per la Società, la Comunità e per l’Attuazione del programma del Politecnico di Torino Stefano Sacchi e la Presidente della Circoscrizione 3 Francesca Troise, insieme ai rappresentanti delle associazioni partner e delle realtà del territorio.
La riapertura segna l’avvio di una nuova stagione dell’Ecomuseo. EUT3 nasce infatti nel 2007 nell’ambito della rete degli Ecomusei Urbani di Torino e ha sede al primo piano dell’ex complesso industriale FERGAT di via Millio, uno dei luoghi significativi della storia industriale di Borgo San Paolo. Negli anni ha raccolto un importante patrimonio dedicato alla storia sociale, industriale e urbana di Borgo San Paolo e Cenisia, costituito da documenti, libri, oggetti, materiali audiovisivi e da un fondo di quasi 2.900 fotografie. Lo spazio era rimasto inutilizzato dal 2012. EUT3 si propone oggi come un laboratorio aperto sul patrimonio urbano, nel quale ricerca, didattica e partecipazione possano intrecciarsi con le esperienze e i saperi delle comunità locali. Un luogo attraverso cui rafforzare la presenza del Politecnico nel territorio e sviluppare forme stabili di collaborazione con istituzioni, associazioni, scuole e cittadinanza.
L’Ateneo assume un ruolo di raccordo delle attività e contribuirà attraverso ricerca e documentazione sul patrimonio urbano, attività didattiche, workshop e laboratori, iniziative formative e di public engagement. Per il Politecnico il Patto è coordinato scientificamente da Giulia Mezzalama, ricercatrice del Dipartimento Interateneo di Scienze, Progetto e Politiche del Territorio-DIST. Il Patto, della durata di cinque anni, costituisce il quadro attraverso cui sviluppare progressivamente attività e progettualità condivise negli spazi dell’Ecomuseo.
“Con la riapertura dell’Ecomuseo, il Politecnico si ingaggia ancora più in un territorio nel quale siamo profondamente radicati e consideriamo la nostra casa – commenta il Vicerettore Sacchi – Questo perché tutte le varie articolazioni della nostra comunità, inclusi ovviamente le nostre studentesse e i nostri studenti, vivono quotidianamente i quartieri della Circoscrizione 3, San Paolo e Cenisia in particolare, ma anche per le molte relazioni costruite nel tempo dal nostro Ateneo con istituzioni, associazioni e comunità locali. EUT3 ci offre la possibilità di rendere questa presenza ancora più concreta, contribuendo a mantenere attivo e vitale uno spazio nel quale ricerca, didattica e impegno verso la società possano essere al servizio della cittadinanza e partecipando attivamente grazie alle nostre competenze alle trasformazioni del territorio a cui apparteniamo. È questo il significato che attribuiamo al Patto: non semplicemente entrare in un nuovo spazio, ma co-progettarne le attività insieme alla cittadinanza, anche attraverso le sue formazioni sociali. Il nostro Ateneo ha già un precedente importante e di successo nell'esperienza di AuroraLab, vogliamo impegnarci perché questa nuova iniziativa sia altrettanto utile alla collettività”.
Tra le prime progettualità che accompagneranno la riapertura di EUT3 c’è STEP Storia che ti passa, progetto pilota finanziato nell’ambito del Bando di Ateneo per progetti a impatto sociale del Centro POPS – Politecnico per il Sociale, con il contributo di Fondazione CRT, coordinato da Giulia Mezzalama e Matteo Capponi, ricercatore del Dipartimento di Ingegneria Gestionale e della Produzione-DIGEP. Il progetto affronta una sfida sociale concreta, quella dell’isolamento e della solitudine nella grande età, sperimentando il patrimonio e le memorie di Borgo San Paolo come risorse per promuovere partecipazione, benessere e coinvolgimento attivo delle persone anziane. Alla sperimentazione si affianca un’attività di valutazione dell’impatto, volta a misurare gli effetti del progetto sul benessere dei partecipanti e a comprendere attraverso quali meccanismi la partecipazione culturale e il rapporto con il patrimonio possano produrre benefici.
“Una delle nuove vocazioni di EUT3 sarà lavorare all’intersezione tra cultura, salute e innovazione sociale – spiega Giulia Mezzalama – Oggi disponiamo di crescenti evidenze scientifiche sul contributo che la partecipazione culturale e il rapporto con il patrimonio possono offrire al benessere individuale e collettivo. La sfida è tradurre queste conoscenze in progettualità condivise. In questo senso EUT3 può diventare un vero laboratorio di ricerca-azione, nel quale sperimentare insieme alle comunità nuovi modi di attivare il patrimonio urbano come risorsa per il benessere. il progetto STEP rappresenta una prima esperienza pilota in questa direzione, che lavora sul contrasto all’isolamento e alla solitudine nella grande età attraverso il coinvolgimento attivo delle persone e delle memorie di Borgo San Paolo".