Politecnico e Prima Electro, una collaborazione vincente nell’elettronica di potenza
Una partnership che evolve, cresce, consegue traguardi sempre più importanti e si dimostra un formidabile strumento di competitività. È il significato della più che decennale collaborazione tra il Politecnico di Torino e Prima Electro, azienda di primo piano nel comparto dell’elettronica di potenza e dei sistemi embedded. La relazione, già solida, prevede un ulteriore passo in avanti.
Dopo tanti incarichi puntuali su singoli temi di ricerca applicata, sulla base dei buoni risultati ottenuti si è scelto di consolidare e ampliare la collaborazione. “Abbiamo sempre lavorato con contratti specifici con vari dipartimenti di ateneo, sempre più incentrati sul mondo dell’elettronica di potenza, costruendo una relazione molto stretta che ha affrontato tematiche quali il trasferimento della ricerca applicata dal mondo accademico a quello industriale, lo sviluppo di proprietà intellettuale condivisa tra università e impresa e la sua tutela mediante il deposito di brevetti congiunti, la formazione di personale aziendale attraverso percorsi ad alta qualificazione, quali i dottorati di ricerca industriali, nonché la formazione di neolaureati mediante attività di tirocinio e tesi svolte in azienda, finalizzata al loro successivo inserimento nei reparti di ricerca e sviluppo – spiega Alessandro Roveri, leader di progetto Ricerca & Sviluppo presso Prima Electro – Siamo arrivati a un livello tale per cui non è più una questione di consulenze, ma una attività integrata in cui il personale dell’azienda e quello del Politecnico si scambiano vicendevolmente. Siamo partner in molte iniziative e progetti europei e ci consideriamo fortemente integrati anche se siamo due entità diverse”.
Fabio Mandrile, ricercatore del Dipartimento di Energia-DENERG e membro del Power Electronics Innovation Center-PEIC, aggiunge “L’accelerazione della collaborazione è avvenuta con la creazione da parte del Politecnico dei centri Interdipartimentali”, e sottolinea il grande lavoro svolto in particolare con il PEIC, ma anche i molteplici risvolti positivi del legame tra ricerca e impresa: “La nostra è ricerca applicata di laboratorio che arriva fino al prototipo. Quindi, un partner come Prima Electro è fondamentale per proseguire il lavoro e, di conseguenza, capire quali ricadute la nostra ricerca può avere sul piano industriale e di mercato”, conclude Mandrile. Accanto alle ricadute di ricerca e alla sua valorizzazione reale, è quindi notevole l’impatto sulla didattica, con tesi, borse di studio, dottorati di ricerca.
Fondamentali sono inoltre i vantaggi dal lato aziendale. “La nostra azienda non ha prodotti a catalogo, ma lavora sulla base delle richieste che arrivano dal mercato, dalle singole aziende che spesso sono grandi aziende internazionali leader nei loro settori di riferimento – spiega Alessandro Roveri – Avere a fianco il Politecnico con la sua potenzialità di ricerca è per noi un grande elemento di competitività perché ci consente di essere pronti nelle risposte alle domande che il mercato ci pone oggi e soprattutto ci porrà nell’immediato futuro. Questa stretta collaborazione ci permette di innovare in modo efficace e rapido, rafforzando la nostra leadership tecnologica, così da attrarre nuovi clienti e consolidare i rapporti con quelli già acquisiti. È questo che ci chiede il mercato in un settore ad altissima competizione”.
Competenze scientifiche di alto livello ed efficienza nel metterle a servizio del mercato, pare essere questo quindi il cuore del successo della collaborazione tra l’Ateneo e Prima Electro. Partnership che sta per compiere un altro salto di qualità grazie a un accordo al quale si sta lavorando. In previsione, tra le altre cose, l’ampliamento dei campi di indagine con ricerche dedicate alla mobilità terrestre, aerea e marina con le tecnologie correlate sia per il movimento che per il controllo e la gestione dei dispositivi. Particolare attenzione verrà posta al settore della mobilità elettrica e alle tecnologie ad essa correlate, con specifico riferimento ai sistemi di ricarica, al controllo dei convertitori elettronici di potenza connessi alla rete, ai sistemi di accumulo dell’energia, alla generazione distribuita e ai servizi di supporto alla rete forniti dai convertitori statici. Saranno inoltre approfondite le più recenti innovazioni nell’ambito dell’hardware e dei semiconduttori di potenza, finalizzate all’incremento della densità di potenza, dell’efficienza e delle prestazioni dei prodotti di nuova generazione.
Roveri e Mandrile insistono però sulla visione strategica della collaborazione: “La condivisione di attività e strutture ci permette di essere sempre più un sistema integrato di ricerca applicata, in grado non solo di rispondere alle esigenze tecnologiche più attuali, ma anche di prevederne le evoluzioni”.