La vettura esposta al Politecnico
17/07/2023
In Ateneo

Il Politecnico partecipa alla festa per i 90 anni del MAUTO

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La vettura esposta al Politecnico

Fondato il 19 luglio del 1933, il MAUTO – Museo Nazionale dell’Automobile festeggia quest’anno i 90 anni dalla sua nascita con un programma ricco di eventi. E anche il Politecnico partecipa alla festa.

Dal 15 al 23 luglio, in corrispondenza con i giorni della rassegna diffusa nei luoghi simbolo della città, il Politecnico ospita l’esposizione della storica autovettura aerodinamica M1000, progettata dall’ingegner Alberto Morelli nel 1955.

Morelli, ingegnere aeronautico, è stato professore di Costruzioni automobilistiche e Progetto di carrozzerie presso la Facoltà di ingegneria del Politecnico. La sua creatura, la M1000, si contraddistingue da valori di resistenza aerodinamica più che dimezzati rispetto allo standard dell’epoca ed è caratterizzata dalle forme affusolate che riflettono gli studi di Morelli in campo aeronautico. 

Il docente sviluppò ricerche nei settori dell’aerodinamica, delle sospensioni, del comportamento direzionale, del motore e della configurazione generale dell’autoveicolo. Cercando di trasferire le sue conoscenze aerodinamiche alla progettazione degli autoveicoli, progettò la vettura utilizzando ancora le apparecchiature e la galleria del vento del Laboratorio di Aeronautica del Valentino, che sin dal 1919 era a disposizione degli ingegneri e dei ricercatori torinesi al Castello del Valentino.

L’auto, antesignana per materiali e tecniche di costruzione fortemente aerodinamiche e all’avanguardia per l’epoca, presenta ad esempio una presa d’aria Naca posteriore per il raffreddamento del motore che era utilizzata negli aeromobili del periodo, l’impiego del plexiglas nella realizzazione dei parabrezza a elevata curvatura, la struttura dei fanali carenati e delle maniglie, per ricordare soltanto alcuni dei particolari più evidenti. Anche all’interno dell’auto molte forme sono state prese in prestito dalla fusoliera di un aliante.

Questo modello storico e unico nel suo genere si potrà ammirare fino al 23 luglio presso la sede centrale del Politecnico in corso Duca degli Abruzzi, nello spazio all’ingresso dell’atrio destro verso il corridoio delle aule pari.