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Eva Vanessa Bruno

Foto di Eva Vanessa Bruno

Assegnista di Ricerca
Dipartimento di Architettura e Design (DAD)

Docente a contratto e/o collaboratore didattico
Dipartimento di Architettura e Design (DAD)

Profilo

Keywords

Advanced design
Business model innovation
Entrepreneurship
Innovative materials
Strategic design

Biografia

Assegnista di ricerca post doc presso il Dipartimento di Architettura e Design. Laureata in Design e Comunicazione Visiva con laurea specialistica in Design Sistemico, ho conseguito il dottorato di ricerca in Gestione, Produzione e Design. Durante il mio percorso di ricerca ho collaborato con università giapponesi (Nagoya City University), olandesi (TU Delft) e finlandesi (LAB University of Applied Sciences). La mia attività di ricerca si articola su due direttrici integrate. Dal 2020 sviluppo una linea di ricerca sulla valorizzazione della cultura produttiva e del know-how territoriale tramite processi design-driven di trasformazione dei modelli di business, con particolare attenzione a riconversioni industriali e diversificazione produttiva. Il design è qui concepito come strumento di innovazione strategica, capace di tradurre competenze esistenti in nuove opportunità di mercato. La ricerca analizza metodi e strumenti per integrare stabilmente la cultura del design nelle imprese manifatturiere e per favorire l’inserimento dei designer come figure in grado di influenzare decisioni strategiche e generare valore competitivo. Parallelamente, dal 2024 mi occupo della comunicazione di materiali innovativi non ancora sul mercato, in particolare in progetti europei. La comunicazione è intesa come leva strategica integrata nei processi di R&D, capace di accompagnare i materiali lungo i diversi livelli di maturità tecnologica. Attraverso strumenti qualitativi quali focus group, survey e analisi sensoriali, indago la percezione di utenti e professionisti per orientare narrazioni, strategie di engagement e processi di trasferimento tecnologico, riducendo le barriere cognitive all’adozione.

Linee di ricerca

  • Dal 2024 la mia attività di ricerca si è orientata verso lo studio della comunicazione di materiali innovativi non ancora presenti sul mercato, con particolare riferimento a progetti di ricerca finanziati in ambito europeo. L’interesse si concentra su materiali ad alto contenuto tecnologico e sostenibile, sviluppati in contesti di ricerca avanzata, la cui complessità tecnico-scientifica richiede strategie di mediazione capaci di tradurre proprietà, potenzialità e limiti in contenuti comprensibili per pubblici eterogenei. In questa prospettiva, la comunicazione non è considerata come una fase conclusiva di disseminazione, ma come una componente strategica integrata nel processo di ricerca e sviluppo. L’obiettivo è intervenire già nelle fasi intermedie di maturità tecnologica, quando il materiale è ancora in fase prototipale, per comprendere come viene percepito e quali narrazioni risultino più efficaci nel costruire fiducia, desiderabilità e legittimazione culturale. Una comunicazione strutturata in questa fase consente di incrementare la consapevolezza verso le innovazioni contemporanee, ridurre le barriere cognitive all’adozione e facilitare il successivo trasferimento tecnologico verso il mercato. La linea di ricerca si colloca all’intersezione tra scienza dei materiali, design della comunicazione e studi sulla percezione, adottando un approccio interdisciplinare. L’ipotesi di fondo è che la percezione influenzi in modo significativo i processi di accettazione e adozione futura del materiale da parte di professionisti e utenti finali. Comprendere aspettative, resistenze, associazioni simboliche e criteri valutativi diventa quindi fondamentale per orientare le strategie comunicative e definire scenari applicativi coerenti. Dal punto di vista metodologico, la raccolta e l’analisi dei dati si basano prevalentemente su strumenti qualitativi, integrati da rilevazioni strutturate. I focus group rappresentano uno strumento centrale: attraverso la discussione guidata tra stakeholder differenti (progettisti, architetti, aziende, ricercatori e potenziali utenti) è possibile far emergere rappresentazioni mentali, valori attribuiti al materiale, percezioni di rischio e opportunità. Le survey consentono di estendere l’indagine a campioni più ampi, raccogliendo dati comparabili su dimensioni estetiche, funzionali, ambientali. Le analisi sensoriali, infine, permettono di esplorare la relazione tra proprietà fisico-materiche (come trasparenza, texture, peso, temperatura percepita) e risposta emotiva, offrendo indicazioni utili alla costruzione di una narrazione coerente con l’esperienza percettiva. I risultati vengono tradotti in linee guida operative, strumenti di comunicazione e raccomandazioni strategiche per consorzi di ricerca e partner industriali. L’obiettivo è sviluppare modelli replicabili di comunicazione per materiali emergenti, capaci di accompagnare l’innovazione lungo l’intero ciclo di sviluppo. Tale approccio contribuisce a rafforzare il dialogo tra ricerca scientifica, industria e società, sostenendo processi di innovazione responsabile e promuovendo una cultura del materiale consapevole e informata.
  • La mia principale linea di ricerca si concentra sulla valorizzazione della cultura produttiva e del know-how territoriale attraverso processi design-driven di trasformazione dei modelli di business, con particolare attenzione ai percorsi di riconversione industriale e diversificazione produttiva nelle aziende manifatturiere. L’obiettivo è attivare dinamiche di innovazione strategica che partano dalle competenze sedimentate nei contesti locali (come saperi tecnici, filiere consolidate, culture materiali) per orientarle verso nuove opportunità di mercato. In questo quadro, il Design è inteso non solo come attività di sviluppo prodotto, ma come leva strategica capace di tradurre idee, competenze e visioni imprenditoriali in valore aggiunto competitivo. La ricerca indaga modalità e strumenti per accompagnare le imprese manifatturiere in percorsi strutturati di avvicinamento al design, promuovendo un cambiamento culturale che consenta di integrare approcci progettuali nei processi decisionali e organizzativi. Tali percorsi di accompagnamento si configurano come processi graduali, fondati su attività di assessment strategico, co-design, sperimentazione e validazione di nuove proposte di valore. Particolare attenzione è rivolta ai contesti di transizione, in cui le imprese si trovano ad affrontare crisi di settore, contrazioni di mercato o obsolescenza tecnologica. In questi casi, la riconversione industriale e la diversificazione produttiva rappresentano strategie cruciali per la resilienza aziendale. La ricerca analizza come l’introduzione di metodologie design-driven possa supportare la ridefinizione del posizionamento competitivo, l’esplorazione di nuovi segmenti di clientela e la sperimentazione di attività produttive alternative, valorizzando asset esistenti e competenze distintive. Parallelamente, la ricerca si amplia all’indagine di metodi e strumenti per l’implementazione della cultura del design come innovazione strategica all’interno delle organizzazioni manifatturiere. Ciò implica l’analisi di modelli organizzativi, pratiche di governance e meccanismi di integrazione interdisciplinare che favoriscano l’inserimento strutturale del design nei processi aziendali. In tale prospettiva, viene approfondito il ruolo del designer come figura professionale capace di contribuire non solo allo sviluppo di prodotti e servizi, ma anche alla definizione di strategie di business. L’inserimento dei designer in azienda è studiato come fattore abilitante di innovazione, in grado di influenzare, e in alcuni casi orientare direttamente, decisioni strategiche relative a portafoglio prodotti, modelli di ricavo, partnership e posizionamento di mercato. La ricerca mira quindi a definire framework operativi e metriche di valutazione dell’impatto del design sulle performance aziendali, contribuendo alla costruzione di modelli replicabili per l’integrazione del design come competenza chiave nei processi di trasformazione delle imprese manifatturiere.

Competenze

Settori ERC

SH8_6 - Architecture, design, craft, creative industries
SH1_11 - Innovation, research & development, entrepreneurship

SDG

Goal 9: Industry, Innovation, and Infrastructure
Goal 11: Sustainable cities and communities
Goal 12: Responsible consumption and production

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