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29/05/2026
In Ateneo

Giovani, lavoro e pensioni: al Politecnico un confronto sul futuro delle nuove generazioni

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Gli interventi del Vicerettore Stefano Sacchi e di Elsa Fornero

Quale futuro attende i giovani nel mercato del lavoro italiano? E quali politiche possono rendere il Paese più attrattivo per laureati e laureate, in particolare nei settori STEM? Sono stati questi alcuni dei temi al centro dell’incontro “Giovani, lavoro e pensioni: quali politiche per un patto da riscrivere?”, che si è svolto il 25 maggio scorso al Politecnico. L’appuntamento ha proposto una riflessione sul rapporto tra nuove generazioni, occupazione qualificata e sistema di welfare, a partire dai dati che descrivono le difficoltà strutturali del contesto italiano e le trasformazioni sociali ed economiche degli ultimi anni.

In Italia solo il 27,5% delle persone tra i 25 e i 34 anni possiede una laurea, contro il 51,3% dei Paesi OCSE comparabili. A questo si aggiunge la crescente emigrazione di giovani altamente qualificati, fenomeno particolarmente rilevante tra chi proviene dalle discipline scientifiche e tecnologiche. Retribuzioni basse, prospettive professionali spesso incerte e un sistema di welfare ancora fortemente orientato alla spesa pensionistica rappresentano alcune delle criticità che incidono sulle scelte delle nuove generazioni e sulla capacità del Paese di trattenere competenze e innovazione.

L’incontro ha quindi offerto l’occasione per aprire un confronto pubblico sulle politiche necessarie a costruire nuove opportunità per i giovani e le giovani, mettendo in dialogo esperienze istituzionali, ricerca accademica e analisi delle trasformazioni del lavoro. A discuterne, insieme al Vicerettore per la Società, la Comunità e per l’Attuazione del programma Stefano Sacchi, è stata Elsa Fornero, economista italiana, Professoressa Onoraria all’Università di Torino, Honorary Senior Fellow del Collegio Carlo Alberto, Coordinatrice scientifica del CeRP e già Ministra del Lavoro e delle Politiche Sociali.

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Il confronto pubblico sulle politiche necessarie a costruire nuove opportunità per i giovani e le giovani

“In Italia c’è un problema molto grande che riguarda i giovani e le giovani: abbiamo meno laureati rispetto agli altri Paesi OCSE e, nonostante questo, assistiamo a una forte emigrazione di persone altamente qualificate – ha spiegato il Vicerettore Sacchi A cinque anni dalla laurea, circa il 10% dei laureati in materie STEM lavora all’estero. È un dato che deve interrogarci, perché chi possiede maggiori competenze contribuisce a innovare, fare ricerca, creare sviluppo e generare opportunità anche per gli altri. Stiamo perdendo una parte importante del futuro del Paese, ma soprattutto del futuro delle nuove generazioni. Per questo è necessario ripensare le politiche del lavoro e del welfare, chiedendoci cosa non abbia funzionato negli ultimi anni e come costruire condizioni migliori per chi oggi si affaccia al mondo del lavoro”.

La professoressa Fornero ha quindi richiamato l’attenzione sul rapporto tra lavoro, pensioni e trasformazioni demografiche: “Il tema del lavoro riguarda i giovani, le donne e anche le classi di età meno giovani. Esiste un patto generazionale previdenziale che può reggere solo se le persone hanno lavori stabili e ben remunerati. La sostenibilità del sistema dipende infatti sia dalla crescita economica sia dalla demografia, che negli ultimi anni la politica ha trascurato: nascono sempre meno bambini e la forza lavoro, secondo le stime OCSE, si ridurrà drasticamente nei prossimi decenni. Per rendere questo patto più sostenibile bisogna investire maggiormente nel capitale umano, nell’occupazione qualificata e in salari più alti, perché retribuzioni migliori significano anche maggiori contributi e maggiore stabilità per il sistema”.

Il dibattito ha quindi approfondito il tema dell’equilibrio tra generazioni e discusso quali strumenti possano favorire occupazione qualificata, mobilità sociale e sostenibilità del welfare in un contesto segnato da profondi cambiamenti demografici ed economici. L’incontro si è concluso con un ampio confronto con il pubblico, composto in larga parte da studenti e studentesse, che hanno portato domande e riflessioni sulle prospettive occupazionali, sulla qualità del lavoro e sulle possibilità di costruire il proprio futuro in Italia. Un momento partecipato che ha restituito con forza la necessità di coinvolgere direttamente le nuove generazioni nella definizione delle politiche che riguardano il loro domani.