Consegnata alla famiglia di Samuel Coriat la laurea alla memoria in Matematica per l’Ingegneria
L’ultimo nome a venire pronunciato dal coordinatore del corso professor Franco Pellerey durante la cerimonia di proclamazione per la laurea in Matematica per l’Ingegneria del 17 luglio è stato quello di Coriat Samuel Pierre Maurice, mentre sullo schermo appariva la foto sorridente di questo giovane e brillante studente e atleta di palla a mano.
Davanti ad una platea visibilmente commossa, il professor Pellerey ha consegnato la pergamena ai genitori e ai fratelli: “Come riconoscimento dell’impegno e della passione dimostrati nel percorso di studi ed in considerazione della tragica e prematura scomparsa”.
Ventun anni, ex giocatore del PSG Handball, è morto il 16 aprile a Parigi in seguito a uno scontro con un autobus davanti alla biblioteca in cui si recava abitualmente per studiare. Durante il suo percorso universitario ha giocato nelle squadre di pallamano di Milano e Torino e per questo aveva ottenuto la borsa di studio per il programma Dual Careeer al Politecnico. Samuel si distingueva per il suo impegno, la sua serietà e la sua apertura mentale. Brillante negli studi, appassionato di matematica e di ricerca operativa, aveva scelto di frequentare il corso di laurea triennale in Matematica Applicata presso il Politecnico, dove ha lasciato un vuoto enorme in compagni e docenti, che erano diventati la sua seconda famiglia.
Per questo lo hanno voluto ricordare – a nome di tutto il dipartimento di Scienze Matematiche-DISMA – il suo relatore Professor Alfio Grillo e la sua co-relatrice professoressa Giuseppa Alfano.
“Il nostro Ateneo – che ha molti studenti, che è vivace, attivo, sempre di corsa, che gestisce un numero enorme di esami e progetti, che ha una fervida vita scientifica e politica e numerose collaborazioni con il territorio e con l’estero, con tutta la frenesia che ne consegue – d’un tratto si ferma, si raccoglie, si commuove, piange. Poi reagisce e agisce per la perdita di uno dei suoi “figli”, di un suo studente che, prematuramente e drammaticamente, non risponde più all’appello”, legge il professor Grillo, che prosegue: “Chi era Samuel Coriat? Samuel era uno studente francese, parigino. Capelli ricci e lunghi, occhi chiari, intelligenti, vivaci, acuti e attenti, forse un po’ tristi, che sembrano volerti dire qualcosa. Samuel aveva lo sguardo tipico del bambino cui non sai dire di no, del giovane cui perdoni tutto per la simpatia. È stato mio studente in un corso e poi tesista triennale. Non so dire se Samuel fosse uno studente modello, ma sicuramente era un modello di studente: uno di quelli che ti fermano nei corridoi e ti chiamano a gran voce “Mon Professeur!”, anche solo per salutarti o chiederti un consiglio”. Conclude Grillo: “Dottor Coriat, mon ami, congratulazioni per la Laurea, per ciò che oggi hai raggiunto, nonostante quell’intoppo… Avevi ragione tu: ce l’hai fatta!”.
E la professoressa Alfano aggiunge: “Caro Samuel, abbiamo avuto l'onore di percorrere accanto a te un tratto troppo breve. Tuttavia, una delle tue principali passioni ci insegna che un contatto, ancorché brevissimo, può deviare la traiettoria di una palla e decidere le sorti della partita, altrettanto quanto un lungo impegno di allenamento. Oggi non ti salutiamo, ma ti diciamo grazie, per tutte le persone, studentesse e studenti dei due atenei da te frequentati ed amati, che, grazie all'incontro con la tua vicenda, e in virtù della generosa fiducia dei tuoi genitori, continueranno a rimbalzare tra Torino e Parigi, col tuo stesso entusiasmo, nella tua medesima partita”.
Anche il papà e il fratello hanno voluto salutare i compagni di corso e ringraziare l’Ateneo: “il Politecnico è stato il luogo nel mondo dove Samuel è stato più felice. È arrivato che era un po’ francese, un po’ americano, un po’ turco… Ma in poco tempo ha imparato a parlare italiano gesticolando, tifava per il Toro, credeva alle vostre superstizioni come non salire sulla Mole prima della laurea. Ed era così felice perché si sentiva utile ed amato da tutti, dai compagni e dai suoi professori del Dipartimento DISMA”.
Per onorare la sua memoria e il suo percorso, la famiglia di Samuel ha deciso di istituire un fondo per una borsa di studio dedicato agli e alle studenti sportivi o a coloro che perseguono un doppio diploma tra Centrale Supélec e il Politecnico. Chi desidera contribuire può farlo a questo link.