BNMF - Bioingegneria della Nutrizione: Dalla Molecola alla Forchetta
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Abstract
Questo minicorso esplora l’intersezione tra bioingegneria, intelligenza artificiale e percezione sensoriale, con particolare attenzione al gusto. L’obiettivo è fornire agli studenti strumenti per comprendere, modellare e simulare i meccanismi alla base della percezione gustativa, utilizzando approcci ingegneristici e computazionali. Attraverso lezioni interattive, simulazioni digitali e attività pratiche, gli studenti apprenderanno come i segnali chimici degli alimenti vengano tradotti in esperienze sensoriali e come la nostra percezione del gusto sia influenzata dalla biologia, dall’evoluzione e dai fattori ambientali. Verrà approfondito il concetto di costruzione della realtà: ciò che sperimentiamo è il risultato dell’elaborazione cerebrale di segnali biochimici e fisici, captati da sensori biologici alla nanoscala in grado di rilevare la chimica degli alimenti, i fotoni della luce, le onde acustiche e molte altre informazioni.
La realtà che percepiamo non è quindi un riflesso diretto di ciò che ci circonda, ma un’interpretazione costruita dal cervello a partire da dati grezzi raccolti dai sensi. Questa consapevolezza apre alla possibilità di hackerare le nostre percezioni: così come l’IA può generare immagini iperrealistiche, video e suoni artificiali, anche il gusto e le percezioni sensoriali possono essere ingegnerizzati, modificando il modo in cui la realtà interagisce con i nostri recettori molecolari. Pensiamo, ad esempio, a come alcuni ingredienti possano essere utilizzati nei cibi per amplificare il sapore e creare illusioni sensoriali. Questa conoscenza ha applicazioni concrete: lo sviluppo dei supercibi per gli astronauti, cibi con fini medici specifici, integratori alimentari, latte artificiale, cibi funzionali, ecc.. Nel campo della nutrizione, questa prospettiva aiuta a recuperare la funzione originaria del gusto, che non è solo una fonte di piacere, ma uno strumento biologico per guidarci verso ciò che fa bene al nostro organismo. Tuttavia, questa capacità è oggi distorta dalle abitudini alimentari moderne, che ci portano a preferire cibi iperprocessati, alterando il nostro rapporto con il sapore naturale degli alimenti. Educare il gusto significa allora riportarlo al suo stato primordiale, ricollegandolo alla sua funzione evolutiva. Il corso sarà strutturato per essere altamente coinvolgente e adattabile al livello della classe. Verranno introdotte piattaforme di intelligenza artificiale e database di composti alimentari, permettendo agli studenti di sperimentare come prevedere il gusto di una molecola sulla base delle sue proprietà chimico-fisiche. L’attività sarà personalizzata in base all’indirizzo di studio: ad esempio, per gli istituti alberghieri ci si potrebbe focalizzare sullo sviluppo di ricette computazionali e sull’uso dell’IA per innovare un piatto. Indirizzi scientifici e tecnologici potrebbero studiare le interazioni tra ligandi e recettori gustativi e concentrarsi su temi di bioinformatica.
Persone coinvolte
- Marco Agostino Deriu (Responsabile Scientifico)
- Eric Adriano Zizzi (Componente gruppo di Ricerca)
Strutture coinvolte
Parole chiave
Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (Sustainable Development Goals)
Budget
| Costo totale progetto: | € 60.000,00 |
|---|---|
| Contributo totale progetto: | € 60.000,00 |
| Costo totale PoliTo: | € 60.000,00 |
| Contributo PoliTo: | € 60.000,00 |