Politecnico di Torino logo
Mollino - copertina.png
15/04/2026
In Ateneo

L’Agenzia del Demanio concede a Zanotta i diritti sulle opere dell’architetto Carlo Mollino

Immagine
ACM_3_1_2_49.jpg
Carlo Mollino

Il patrimonio creativo di Carlo Mollino torna a vivere: un nuovo accordo ne apre la strada alla produzione e diffusione contemporanea. L’Agenzia del Demanio  ha sottoscritto con l’azienda Zanotta la concessione di licenza d’uso esclusivo di 30 opere dell’architetto Carlo Mollino, tra i più noti rappresentanti dell’estetica del Novecento. I progetti, i disegni originali e gli schizzi ai quali l’azienda farà riferimento sono custoditi dal Politecnico, nel Fondo dedicato all’architetto e designer che fu docente dell’Ateneo.

La collaborazione pubblico-privato è frutto di un innovativo percorso di valorizzazione: lo Stato, in qualità di gestore dell’eredità artistica del celebre designer torinese, ha messo a bando con avviso pubblico i diritti d’uso di una selezione di opere molliniane di industrial design, ai fini della loro riproduzione secondo i più elevati standard qualitativi e nel rispetto delle forme volute dall’autore per diffonderle. 

L’obiettivo è rafforzare la conoscenza e dare massima diffusione alla preziosa eredità artistica di Mollino. Zanotta, azienda fondata nel 1954, si contraddistingue proprio per l’impegno continuo nella promozione della cultura del design e nella riscoperta dei grandi maestri del passato, con uno sguardo al futuro che valorizza e custodisce le proprie radici culturali.

L’opera di Carlo Mollino, docente di Composizione architettonica al Politecnico, spazia dall’architettura alla fotografia, dalla scenografia al design e offre un connubio unico di creatività e innovazione. Oltre ai 30 disegni di opere destinate al design industriale, l’archivio professionale di Carlo Mollino, custodito dal Politecnico fin dal 1973, include quasi 17mila tavole grafiche, disegni esecutivi e schizzi, a cui si aggiungono circa 15mila fotografie, più di 70 fascicoli manoscritti e dattiloscritti e un’ampia corrispondenza personale e professionale

Mollino è celebre per le sue forme zoomorfe, le linee anatomiche che si incurvano in traiettorie sinuose disegnando arabeschi e un linguaggio progettuale che fonde astrazione e surrealismo. Nei suoi progetti, traeva ispirazione da un universo variegato di riferimenti esperienziali e micromondi che risultano ancora oggi attuali e apprezzabili. 

La titolarità di questa iconica produzione artistica è stata definita nel 2021 attraverso un accordo tra l’Agenzia del Demanio e il Politecnico, che ne ha regolato il regime giuridico. L’intesa ha riconosciuto allo Stato la proprietà delle opere e i relativi diritti di sfruttamento economico, prevedendo al contempo per l’Ateneo l’assegnazione in uso gratuito e perpetuo del fondo archivistico, già custodito presso le sue strutture, per finalità di conservazione, valorizzazione scientifica, didattica ed espositiva.