Il Politecnico alla Rowing Regatta 2026
È davvero una competizione all’ultimo colpo di remo, che coinvolge nel tifo l’intera comunità universitaria torinese: si è disputata ieri la XXVIII edizione della Rowing Regatta, appuntamento ormai fisso del calendario cittadino che, anno dopo anno, porta sul Po la sfida tra i tre Atenei del capoluogo. Una giornata di sport e partecipazione che ha visto studentesse, studenti e docenti del Politecnico confrontarsi sulle acque del fiume con gli equipaggi dell’Università di Torino e di ESCP Business School.
I risultati delle sfide di canottaggio hanno visto primeggiare l’Università degli Studi di Torino, ma il Politecnico ha fatto registrare tre secondi posti e la vittoria nella gara del Dragon Boat.
“Sono molto soddisfatto dei nostri equipaggi, femminile e maschile, e di aver potuto festeggiare la vittoria dei nostri studenti e delle nostre studentesse nella gara del Dragon Boat. La Rowing Regatta rappresenta per il Politecnico di Torino molto più di una competizione sportiva: è un appuntamento tradizionale nel contesto di Torino, città universitaria, capace di rafforzare il senso di appartenenza e di mettere in relazione, attraverso lo sport, Atenei, studenti e studentesse, docenti e città”, commenta il Rettore Stefano Corgnati. “Ritrovarsi sul Po significa portare la comunità accademica nel cuore di Torino e vivere insieme un momento di partecipazione e socialità che coinvolge non soltanto chi gareggia, ma l’intera cittadinanza. È proprio questo uno degli aspetti più significativi della Rowing Regatta: ricordarci che il valore dello sport non si esaurisce nel risultato agonistico, ma risiede anche nella capacità di costruire relazioni, condividere esperienze e affrontare insieme le sfide, promuovendo al tempo stesso, all’interno della comunità del Politecnico, uno stile di vita sano ed equilibrato e una maggiore attenzione al benessere fisico e psicologico. Manifestazioni come questa esprimono il valore che attribuiamo allo sport nella vita dell’Ateneo, come parte integrante della formazione e della crescita personale e come occasione per condividere valori, rafforzare legami e sentirsi parte di una comunità aperta alla città”.
Nel 4 di coppia femminile, a difendere i colori del Politecnico sono state Sara Carriero, studentessa di Ingegneria Aerospaziale e già partecipante ai Mondiali Under 19 del 2025, Anna Mangia, Campionessa Italiana Assoluta 2026, Margherita Paglieri, studentessa di Ingegneria Gestionale e finalista EUSA 2026, e Andrea Vianello, studentessa di Ingegneria Biomedica e finalista EUSA 2026. L’equipaggio ha chiuso la competizione al secondo posto, alle spalle di UniTo e davanti a ESCP Business School.
Secondo gradino del podio anche per l’8+ maschile del Politecnico, che ha portato sul Po un equipaggio composto dagli studenti-atleti: Paolo Falossi, studente di Ingegneria Aerospaziale e Campione del Mondo Universitario 2026; Emilio Pappalettera, studente di Architettura e bronzo europeo 2025; Giuseppe Barbagiovanni, studente di Ingegneria Energetica e vicecampione italiano 2026; Sergio Andreo, studente di Ingegneria Gestionale e bronzo EUSA 2026; Carlo Alberto Strazzulla, studente di Ingegneria Meccanica e finalista ai Campionati del Mondo 2025; Jacopo Mascherin, studente di Ingegneria Gestionale e vicecampione italiano 2026; Leonida Arra, studente di Ingegneria Aerospaziale e bronzo ai Campionati Italiani 2026; e Matteo Tarro Genta, studente di Ingegneria Informatica e bronzo EUSA 2026. Al timone Felix Sassi, studente di Pianificazione Territoriale e Urbanistica e argento ai Campionati Italiani.
A completare la partecipazione dell'Ateneo alle competizioni sull’acqua sono stati il 4 di coppia, formato da Andrea Vianello, studentessa di Ingegneria Biomedica, Ernesto Caracciolo, studente di Ingegneria Aerospaziale, Giovanni Savoldelli, studente di Ingegneria dei Materiali, e Valentina Ricca, studentessa di Design, e l’equipaggio della Dragon Boat, composto da Fabrizio Brutti, Elia Cirillo, Stefano Cirri, Efe Deger, Daniele Marcheselli, Giorgia Raffa, Rachele Todesco e Marco Viscera.
Ai risultati, si aggiunge anche il secondo posto nella gara dei docenti, giunta alla sua seconda edizione e disputata nel 4 di coppia mix. A rappresentare il Politecnico sono stati Taian Martins del Dipartimento di Elettronica e Telecomunicazioni-DET, Giuseppe Ferro del Dipartimento di Ingegneria Strutturale, Edile e Geotecnica-DISEG e Stefania Specchia del Dipartimento di Scienza Applicata e Tecnologia-DISAT, insieme a Connie Contrafatto del CUS Torino.
Ma la XXVIII Rowing Regatta non è stata soltanto una sfida sull’acqua. La giornata ha, infatti, preso il via già alle 12,00 al Politecnico, dove il Rettore Stefano Corgnati ha salutato gli equipaggi prima della competizione. Per l’occasione, da alcuni giorni era esposta nel cortile della sede del Campus delle ingegnerie l’imbarcazione che di lì a poco sarebbe scesa sul Po. Nel pomeriggio, l’appuntamento si è spostato al Rettorato dell’Università di Torino per i saluti istituzionali, da cui è partita la tradizionale parata delle imbarcazioni verso i Murazzi del Po. Dalle 18.00 è stato il fiume a diventare protagonista, prima con la gara dei docenti e poi con le competizioni femminile e maschile. A chiudere la giornata, le premiazioni ai Murazzi del Po e la festa universitaria.
Alla manifestazione e alle premiazioni hanno preso parte, tra gli altri, il Rettore del Politecnico Stefano Corgnati, la Rettrice dell’Università di Torino Cristina Prandi, la Vicerettrice per l’Innovazione scientifico-tecnologica del Politecnico Giuliana Mattiazzo, il Presidente del CUS Torino Riccardo D’Elicio, insieme a rappresentanti delle istituzioni locali, della Federazione Italiana Canottaggio e dei circoli remieri torinesi.
“La Rowing Regatta rappresenta uno degli appuntamenti più significativi dello sport universitario torinese, capace di mettere in acqua, anno dopo anno, la competizione e il forte senso di appartenenza alla propria comunità universitaria. – commenta il presidente cussino Riccardo D’Elicio – La XXVIII edizione ha confermato ancora una volta il valore di un evento che unisce Università e Politecnico di Torino, con la partecipazione di ESCP Business School, portando sul Po una sfida sportiva che è anche occasione di incontro e condivisione. La passione per lo sport, soprattutto tra i giovani, è un elemento fondamentale di crescita e formazione: attraverso la pratica sportiva si imparano il valore dell’impegno, del confronto, del rispetto e del lavoro di squadra. Il CUS Torino è orgoglioso di organizzare questo appuntamento e di continuare a promuovere, attraverso lo sport, il dialogo tra gli Atenei e il legame con la città. Un ringraziamento va a tutte le persone, alle istituzioni, alla Federazione Italiana Canottaggio e ai circoli remieri torinesi che rendono possibile ogni anno questa manifestazione”.
“La Rowing Regatta è ormai parte dell’autunno torinese e racconta bene il legame tra le Università e la loro città, a partire dal fiume che la attraversa. Vedere sul Po studentesse e studenti capaci di conciliare percorsi di studio impegnativi con risultati sportivi di alto livello ci ricorda quanto lo sport sia parte della formazione universitaria: insegna disciplina, responsabilità verso la squadra, capacità di misurarsi con gli altri e rispetto per chi si ha di fronte. È anche un appuntamento che negli anni ha saputo allargare i propri confini. La presenza di ESCP accanto all’Università e al Politecnico porta nella competizione la dimensione internazionale che caratterizza sempre di più Torino e i suoi Atenei: comunità diverse che studiano, lavorano e vivono nella stessa città e che attraverso lo sport trovano un terreno immediato di incontro. Mi fa particolarmente piacere che anche quest’anno scendano in acqua le nostre e i nostri docenti: un modo semplice e concreto per ritrovarsi come comunità accademica anche fuori dalle aule. A tutte le atlete e a tutti gli atleti rivolgo il mio augurio e ringrazio il CUS Torino per continuare a costruire, attraverso lo sport, un appuntamento capace di unire Università, città e comunità internazionale”, conclude la Rettrice dell’Università di Torino Cristina Prandi.
Photo credits: AXLAND e M. Sofia