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28/09/2026
In Ateneo

Il design sociale al servizio della cura: il ruolo del DAD nel progetto “Mirai” a Cuneo

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L'inaugurazione a Cuneo del Centro Diurno Socio-Riabilitativo (CDSR) "Mirai"

L'inaugurazione a Cuneo del Centro Diurno Socio-Riabilitativo (CDSR) "Mirai", promosso dalla Cooperativa Animazione Valdocco in convenzione con l'ASL CN1, rappresenta un'iniziativa innovativa per adolescenti tra i 10 e i 18 anni che vivono momenti di fragilità psicologica o dispersione scolastica. Situato in Via della Battaglia 13, all'interno di un'ex sede bancaria riconvertita, il centro prende il nome dal termine giapponese Mirai (未来), che significa "futuro". L'obiettivo della struttura è offrire supporto psico-educativo e riabilitativo in uno spazio accogliente e aperto alla comunità.

In questo percorso, un ruolo fondamentale è svolto dal Dipartimento di Architettura e Design-DAD del Politecnico e dal PoliTO Social Design Lab, la cui collaborazione si è sviluppata nell'ambito del Dottorato di Ricerca in "Design e Tecnologia. Persone, Ambienti, Sistemi", in particolare con il lavoro del dottorando Francesco Boccato Rorato, con il coordinamento del suo tutor, il professor Cristian Campagnaro. 

La ricerca di PhD di Francesco Boccato Rorato ambisce a definire metodi, processi e strumenti del design, praticabili nei contesti del lavoro cooperativo, con l’obiettivo di supportare progetti a favore di coesione sociale e inclusione delle persone. L’ampio orizzonte della ricerca è scandito da sperimentazioni sul campo da una forte accezione pratica, all’interno dei servizi di cooperativa e nelle fasi della loro progettazione.

L'intervento del Boccato Rorato a Mirai si è articolato su due livelli complementari di co-progettazione. Nel primo livello, la co-progettazione strategica con l'équipe multidisciplinare della Cooperativa Valdocco ha utilizzato diversi strumenti di co-progettazione, uno fra tutti la "Teoria del Cambiamento" (Theory of Change) per definire le esigenze del gruppo, partendo da quelle funzionali dell'immobile. Sono stati così concepiti ambienti dedicati ad attività specifiche: la sala gaming e podcast, la cucina con area studio, la stanza colloqui e la sala polifunzionale per attività di gruppo.

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Offrire supporto psico-educativo e riabilitativo in uno spazio accogliente e aperto alla comunità

Sono state quindi curate l'identità visiva e il sistema di orientamento dello spazio. Le stanze del centro sono state identificate con nomi di città collegate da linee cromatiche, evocando la mappa di una metropolitana immaginaria. Questa scelta metaforica trasforma l'esperienza a Mirai in un viaggio a tappe, composto da stazioni in cui sostare e da cui ripartire.

Il secondo livello riguarda la dimensione pratica e continuativa del design sociale, sviluppata direttamente con gli e le utenti del centro attraverso workshop di co-crafting. Tramite attività di wall-painting, decorazione e recupero di lampade, laboratorio di stampa, i giovani e le giovani partecipano al "fare-insieme". Questo approccio laboratoriale permette ai ragazzi e alle ragazze di sentirsi protagonisti nella trasformazione dei propri spazi di vita.

Infine, l'approccio integrato del DAD e della Cooperativa Valdocco trasforma Mirai in un hub sociale polifunzionale. Negli orari di inattività del centro socio-riabilitativo, gli spazi rimangono accessibili ai giovani e alle giovani del quartiere, alle associazioni e alle realtà locali, rendendo la cura dei minori una responsabilità condivisa da tutta la comunità.

“Questo lavoro con la Cooperativa Valdocco si inserisce nel più ampio contesto della mia tesi di dottorato – commenta Francesco Boccato Rorato – in un percorso che non si ferma alla progettazione di spazi multifunzionali e accoglienti per persone che vivono in condizione di marginalità sociale, ma si espande in una coprogettazione a partire dai servizi e dai bisogni degli utenti, passando dal design dei locali, fino al lavoro con educatori e persone che frequentano quegli spazi. Un approccio sistemico alla progettazione che mette al centro le persone e prova a far convergere le esigenze di tutte le anime coinvolte nel progetto”.

 

Photo credits: Cooperativa Animazione Valdocco onlus