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6 settembre 2012

Al Politecnicno il cinema è eco-sostenibile

dal “green set” ai monitor alimentati da bici
Realizzare un “green set” significa organizzare la produzione di un film secondo parametri di sostenibilità. I non addetti ai lavori difficilmente pensano che i film siano di fatto il frutto di un processo produttivo che comporta consumi e sprechi, al pari di qualsiasi altro ciclo di vita industriale. La produzione di un film italiano a medio budget determina un impatto sull'ambiente, tenendo presente la sola fase di lavorazione sul set, di circa 63 tonnellate di CO2, che corrisponde all'energia consumata in un anno da sei case oppure alle emissioni annuali di 12 veicoli. Un blockbuster statunitense può arrivare a rilasciare l0.000 tonnellate di CO2. Adottare pratiche eco-sostenibili nelle diverse fasi di lavorazione del prodotto cinematografico significa ridurre considerevolmente l’impatto ambientale.

L’Ateneo che pone fra i suoi obiettivi strategici la sostenibilità, sta sviluppando queste tematiche anche nel corso di laurea in ingegneria del cinema e dei mezzi di comunicazione. Il corso, unico in Europa, forma profili professionali che sappiano operare e inserirsi, con capacità di innovazione, nella filiera della produzione digitale.

Anche l’eco-sostenibilità dei processi rientra nelle logiche di una nuova modalità di fare cinema e della tematica si parlerà diffusamente nel corso del Muuh Film Festival 2012, durante il quale Alice Ferrari e Lucia Marengo, laureate in Ingegneria del cinema, presenteranno la propria tesi dedicata alla "produzione cinematografica eco" e i risultati dell’esperienza diretta su un "green set".

Organizzata dall’associazione Colori Quadri, la singolare rassegna di cortometraggi alla sua terza edizione, si svolgerà il 14 e 15 settembre presso la Cascina Duc di Grugliasco e ospiterà una serata organizzata dall’Ateneo proprio dedicata a questi temi. Anche il Festival ha fatto una precisa scelta di "eco-sostenibilità": gli impianti audio-video e luci saranno infatti interamente alimentati da energia pulita prodotta da dinamo mosse da bici utilizzate dagli stessi spettatori, dai registi presenti e da gruppi ciclistici amatoriali coinvolti dagli organizzatori.

L’Ateneo promuove la cultura dell’eco-sostenibilità e anche qualche azione dimostrativa può essere utile a far comprendere come con piccole accortezze si possono raggiungere buoni risultati.
Sempre nell’ambito della collaborazione con Colori Quadri, nell’ottica di sensibilizzare gli studenti alle tematiche dell’eco-sostenibilità, un’altra iniziativa, altrettanto particolare, sarà ospitata dal 10 settembre nella segreteria studenti del Poli. Così come fatto in altre occasioni, l’Ateneo farà un’azione dimostrativa per dare consapevolezza sui consumi energetici e sulla possibilità di produrre l’energia in modo alternativo.
“Al Poli si pedala ma si arriva lontano”, è lo slogan che accoglierà quanti vorranno visualizzare i filmati del Poli avviando il monitor con una bici reclinabile, prototipo progetta dagli studenti del team Policumbent. Il monitor assorbe tra gli 80 e i 100 W e sarà collegato a una batteria che immagazzinerà la corrente prodotta dalle pedalate.
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